sabato 23 febbraio 2013

Uomini-donne uno a zero. E l'uomo è pure un prete!

La faccenda è questa. Una donna - NON certo in quanto "donna", ma in quando candidata di un esecrabile partito sedicente "della libertà" (libertà di chi?),  prende l'ignobile iniziativa di cercare di influenzare neinetemento che tutti i parroci dell'Umbria, e scrive loro questa lettera, alquanto pelosa.
Questa la lettera (a cui va tutto il nostro preoccupato disappunto):
Gentile Parroco,
mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati in Parlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle problematiche sull’uso degli embrioni, all’apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).
In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione. Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.
Immagino che sulla politica economica del mio partito non tutto possa essere pienamente condivisibile e che, magari, alcuni preferiscano soluzioni diverse da quelle che abbiamo proposto o che abbiamo in programma di fare. Sui temi etici però, a differenza di altri partiti, il PdL è stato sempre unito e coerente, perché composto da molti cattolici e da altri che si definiscono ‘laici adulti’, la cui formazione culturale e politica è in ogni caso improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili. Se di politica economica si può discutere – ma io ho sempre lottato per orientare al bene comune l’azione dello Stato – su queste tematiche non ci sarà possibilità di mediazione. Mediare significherebbe comunque accettare che, prima o poi, si compia un’escalation che ha come traguardo la modificazione dei valori di fondo della nostra società, da ultima, per usare la denuncia dei vescovi spagnoli, ‘la separazione della sessualità dalla persona: non più maschio e femmina, ma il sesso sarebbe un dato anatomico senza rilevanza antropologica’.
È necessario che nel futuro Parlamento ci sia un numero di persone sufficienti a non far passare leggi contro la famiglia, l’uomo e la sua vita. Io mi sono impegnata e mi impegnerò in questo senso. Per questo chiedo anche il Suo sostegno e ringrazio per tutto quello che riterrà di fare. Devotamente saluto,
Ada Urbani, candidata PdL al senato
Perugia, 8 febbraio 2013

E arriva questa bella risposta, di un prete "in quanto pastore" (a cui va tutto il nostro sollevato plauso):

Gentile Senatrice,
ho ricevuto la sua lettera “ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria” e ho deciso di risponderle in quanto “pastore” di una parte di questo popolo al quale recentemente il Card. Bagnasco ha raccomandato, dopo alcune eclatanti ed astrali promesse elettorali, di non farsi “abbindolare”.
Vedo che nella sua lettera lei parla in gran parte dei cosiddetti “temi etici” che lei riferisce unicamente ai luoghi comuni che tutti i politici in cerca di voti e consensi toccano quando si rivolgono ai cattolici: il fine vita, le unioni omosessuali, gli embrioni, l’aborto…
La ringrazio anche per la citazione dei vescovi spagnoli e per il suo impegno per la formazione culturale e politica improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili.
Ma rivolgendosi ai “pastori del popolo cristiano” lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli.
Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzarne i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni.
Sarebbe bello ma i pastori non possono farlo perché lo spettacolo indecoroso del suo capo è stato anche una vera e propria “modificazione dei valori di fondo della nostra società” (come lei dice) operata anche grazie allo strapotere mediatico che ha realizzato una vera e propria rivoluzione (questa sì che gli è riuscita) secondo la quale oramai il relativismo morale, tanto condannato dalla Chiesa, è diventato realtà. Concordo con lei, su questo “mediare significherebbe accettare”.
Un’idea di vita irreale ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi televisivi, sui giochi idioti del fine pomeriggio e su una visione rampante e furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti, e pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli.
Oltre a questo lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste che sono assolutamente anti cristiane, anti evangeliche, anti umane. Mi consenta di dirle francamente che il Vangelo che i pastori annunciano al popolo cristiano non ha nulla a che vedere con ideologie che contrappongono gli uomini in base alle razze, alle etnie, alle latitudini, ai soldi… e, mi creda, mentre nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto… sulle discriminazioni, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere.
Mi dispiace, gentile senatrice, ma non riterrò di fare qualcosa né per lei, né per il suo partito, né per i vostri alleati, anzi. Se qualcosa farò anche in queste elezioni questo non sarà certo di suggerire alle pecorelle del mio gregge di votare per quelli che mi scrivono lettere esibendo presunte credenziali di cattolicità.
Mi sforzerò, come raccomanda il cardinale, di mettere in guardia tutti e di non farsi abbindolare da certi ex-leoni diventati candidi agnelli. Se le posso dare un consiglio, desista da questa vecchia pratica democristiana di scrivere ai preti solo in campagna elettorale e consigli il suo capo di seguire l’esempio fulgido del Papa. Sarebbe una vera opera di misericordia nei confronti di questo popolo.
don Gianfranco Formenton
Spoleto 12 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Oggi! danza contro la violenza! tutto il mondo si sollevi: per Reewa e per tutte le altre

Qui il riepilogo di tutti gli appuntamenti in Italia. Cercate la vostra città, e ritroviamoci tutti insieme per le strade a dire basta, una volta per tutte: inizi la battaglia comune di uomini e donne.
Con un pensiero alla giovane Reewa Steenkamp: uccisa oggi dal suo fidanzato - insieme alla tante altre di cui non sapremo mai il nome! Il suo lo sappiamo: perché entrambi erano famosi. Il suo dolcissimo viso biondo resterà simbolo del femminicidio che, proprio nella giornata della sollevazione mondiale, viene a dirci che non si vuole arrestare. E allora noi danzeremo più forte.

martedì 29 gennaio 2013

Il blog collettivo per le candidate donne

La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia: saggezza popolare. Un altro vecchio proverbio dice anche: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Nel caso il diavolo è la politica maschile, che si avvale di una informazione al maschile, e che insomma non fa nessuna fatica a tenere (come fa da sempre) le donne fuori dalla porta. A quanto pare è diventato un segreto di Pulcinella il fatto che le donne in politica (come del resto negli altri campi), sono saldamente tenute fuori e uno dei modi per prevenire il loro dilagare è parlarne poco e non dar loro il becco di un quattrino.
Anche per questo, crediamo, è nata la geniale iniziativa del blog "Politica Femminile": tanto più geniale quanto piccola, umile e nata dal basso, fuori dai partiti e promossa dalle donne, e dunque libera; un'iniziativa che cerca di aggirare il silenzio mediatico che circonda le candidate, dando loro qualche strumento in più per farsi conoscere e parlare dei propri temi. 

Si tratta di uno spazio web collettivo in cui le donne candidate possano dire la loro liberamente; con il vantaggio non da poco, per gli elettori, che si tratta di uno spazio collettivo e trasversale. Visitandolo, man mano che compariranno i vari post, potremo dunque avere una visione di insieme che altrimenti è difficile raggiungere.
Speriamo dunque che abbia successo. Il blog nasce per ora come esperimento "regionale": cioè mirato alle prossime elezioni della Lombardia. Se le candidate sapranno sfruttarlo bene non dubitiamo che potrà diventare uno strumento trasversale utilizzabile anche su scala nazionale.

domenica 6 gennaio 2013

Le donne ai partiti: le richieste di "Accordo comune per la democrazia paritaria"

Vi segnaliamo di seguito le richieste delle donne ai partiti, a cui aderiamo pienamente.
Nella imminenza della presentazione delle liste elettorali per il rinnovo del Parlamento nazionale e per le elezioni in tre importanti regioni (Lazio, Lombardia e Molise) le oltre 50 associazioni, gruppi e reti femminili aderenti all’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria ribadiscono un pressante appello ai partiti politici attualmente presenti nel Parlamento uscente e/o nelle Assemblee regionali e locali, nonché alle formazioni, ai movimenti e ai promotori di liste “civiche”, che si preparano a partecipare alle prossime competizioni elettorali: affinché assumano un chiaro impegno onde favorire, in conformità con il dettato dell'articolo 3 , dell'articolo 51 e dell'articolo 117 della Costituzione, la presenza paritaria delle donne nelle eligende assemblee.
E’ molto viva nel paese l’esigenza di un forte rinnovamento della “politica”, unita purtroppo a una disaffezione al voto e a una critica generalizzata agli esponenti politici. Non v’è dubbio che le donne,  che partecipano a tutti i livelli e in tutti gli aspetti, alla vita economica sociale e culturale del paese, si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione sempre più diffuse. Inoltre, le donne, per il duplice lavoro sia nel mondo professionale sia nella cura e educazione dei figli, sono  portatrici di un diverso punto di vista sul mondo del lavoro, sui bisogni delle famiglie, sulla emarginazione dei giovani, più in generale sui problemi che oggi angustiano la comunità sociale, essenziali per salvare la convivenza civile e ridisegnare una società a misura di donne e di uomini, che promuova salute, cultura, relazioni pacifiche, qualità della vita, godimento dei diritti.
Ma la politica le tiene troppo spesso fuori dai luoghi decisionali.
Più donne nella politica e nelle istituzioni significa dunque di per sé un loro profondo rinnovamento e un maggiore interesse del cittadino nei confronti della res pubblica. Se ne è avuta una riprova durante le recenti elezioni primarie per la scelta dei candidati e delle candidate, da parte del PD e di SEL, che avevano introdotto la doppia preferenza di genere: un numero notevole di donne sono state prescelte dai partecipanti a tale consultazione, a dimostrazione che elettori ed elettrici hanno fiducia nelle donne e le considerano portatrici di  cambiamento nella politica.
Riconosciamo che il Parlamento uscente è stato in grado di adottare importanti, (anche se parziali), leggi ispirate al principio di promuovere la partecipazione delle donne nei centri di decisione: 
•  la legge 23 novembre 2012 n 215 (in G.U n.288 dell’11 dicembre 2012, in vigore dal 26 dicembre 2012) - disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte degli Enti locali e nei Consigli regionali. 
• la legge 120/2011 per la parità di accesso agli organi di amministrazione delle società quotate; 
• la disposizione, contenuta nella legge 5 luglio 2012 n. 96, che i contributi pubblici spettanti a  ciascun   partito o movimento politico siano diminuiti del 5% qualora il partito o movimento  abbia presentato un   numero di candidati del medesimo genere superiore ai due terzi del totale.
Tuttavia lo slancio necessario ad una vera e propria politica paritaria non è avvenuto. E’ spiacevole ricordare ad esempio che in recenti modifiche delle leggi elettorali e degli Statuti regionali da parte di alcune Regioni non si è provveduto a inserire norme per il riequilibrio di genere e, soprattutto che il Parlamento non ha modificata in tal senso la legge elettorale nazionale.
Le firmatarie dell’appello, perciò, sottolineando l’importanza del voto femminile (che può avere un impatto notevole come dimostrato nelle ultime elezioni statunitensi), auspicano che siano i partiti, le formazioni e i movimenti ad adottare comportamenti e atti per garantire una vera e propria democrazia paritaria fin dai prossimi importanti appuntamenti elettorali, cui si apprestano a partecipare. 
In particolare si chiede:
a• di presentare  liste alternate per genere con un numero di candidature femminili pari al 50% dei candidati; 
b• di presentare un egual numero di donne e di uomini quali capilista;
c• di presentare candidature femminili nel 50% dei collegi ritenuti conquistabili;
d• di invitare i propri elettori ed elettrici, laddove è prevista l’espressione di una preferenza, a utilizzarla con particolare attenzione per le candidate;
e• di presentare nei “listini” o nelle liste bloccate candidate e candidati in ordine alternato per favorire la elezione di una consistente percentuale di donne;
f• di far conoscere i criteri di scelta delle candidate e dei candidati alle primarie;
g• di assicurare nelle tribune elettorali televisive la presenza paritaria delle candidate e dei candidati.
h• di rendere pubblico come sia stata realizzata l’utilizzazione della quota dei rimborsi elettorali destinata per legge a promuovere la presenza delle donne in politica.
Da parte nostra seguiremo le ricadute delle nostre richieste e diffonderemo quanto è utile per informare le elettrici e gli elettori che hanno a cuore la democrazia paritaria, consapevoli che un paese che emargina le donne non è un paese democratico.

Per info e risposte scrivere a: 
danielacarla2@gmail.com • morronir@libero.it

Le Associazioni e i gruppi femminili firmatari:    
Noi rete donne
Affi - associazione federata femminista internazionale
Se non ora quando
Agi (ass. Giuriste italiane – sez. Romana)
Aidos
Ande
Aspettare stanca
Associazione alma cappiello
Associazione bloomsbury                                                       
Associazione donne banca d’italia
Assolei
Centro italiano femminile
Coordinamento italiano lobby europea delle donne
Coordinamento nazionale donne anpi
Commissione diritti e pari opportunità  ass.ne stampa romana
Corrente rosa
Crasform onlus
Dols
Donne che si sono stese sui libri e non sui letti dei potenti
Donne e informazione
Donneinquota
Donne in rete per la rivoluzione gentile
Donne per milano
Donne ultraviolette
Filomena
Fondazione adkins chiti – donne in musica
Fondazione nilde iotti
Gio (osservatorio studi di genere, parità e pari opportunità)
Giulia  (giornaliste unite libere autonome)
Il corpo delle donne- blog di lorella zanardo
Il paese delle donne
Ingenere
La meta’ di tutto
Le nostre figlie non sono in vendita
Libera donna - roma
Libere tutte - firenze
Lucy e le altre
Maude (movimento lavoratrici dello spettacolo)
Movimento italiano donne per la democrazia paritaria
Noi donne
Noidonne 2005
Parimerito
Pari o dispare
Professional's women's association
Rete armida
Rete per la parita’
Solidea
Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza citta' di bologna
Udi
Usciamo dal silenzio
Women in the city

giovedì 29 novembre 2012

Diteci perché noi donne dovremmo fidarci di Renzi

Primarie secondo round: la candidata donna, impallinata da tutti i lati, è stata tolta di mezzo. Ora che fare? chi dovremmo votare? Nell'attesa di decidere se e cosa votare, alla seconda puntata, siamo andate a verificare il "nuovo che avanza", e che vuole avanzare ADESSO. E francamente, abbiamo visto un bel po' di cose preoccupanti. Intanto qualcosa riguardo ai suoi MODI: qualcosa che tradisce - anzi denuncia, anzi mette orgogliosamente in vetrina, modi maschilisti e violenti... un animo autoritario. Esageriamo? Non so, giudicate voi:


Non solo sostiene a spada tratta argomenti che non condividiamo sul piano strategico (parlo di inceneritori come "soluzione" al problema dei rifiuti, laddove la raccolta differenziata è vista solo come un' "integrazione", un ottimo obiettivo secondario; non quello che dovrebbe essere: parte centrale di una strategia per una gestione circolare delle materie, con l'obiettivo principale di produrre materie prime-seconde portando al minimo la distruzione). Ma sorvoliamo! la cosa che ci colpisce e ci preoccupa è la violenza verbale, l'arroganza senza appello con cui zittisce una oncologa alzando la voce e usando come "argomenti" solo espressioni sarcastiche. Forna? no, sostanza. La sostanza che sostanzia la politica berlusconiana che ci ha afflitto per 20 anni, con i suoi ideologhi e rétori, dai Giuliano Ferrara a tutti i Sallusti. 
Una sostanza che ritroviamo intatta anche in questo secondo video. A parte i temi (di per sè oltremodo preoccupanti) sollevati dal servizio; si veda dal minuto 3,35: come liquida berlusconianamente, e in modo insultante, il giornalista che fa lecite domande:


E che dire poi delle politiche renziane cosiddette "di genere"? insomma: di tutto ciò in cui l'Italia è indietro di 200 anni, e che dovrebbe essere realizzato nell'interesse di tutti, ma si sconta soprattutto sulla pelle delle donne?Il suo tema più rappresentativo: un'ottima legge, per esempio, la 194, che era nata per fare prevenzione e per eliminare il disgustoso mercato degli aborti clandestini; e che in 30 anni ha più che dimezzato gli aborti. Ma comntinuamente attaccata e messa in discussione con argomenti pietistici, attaccando in realtà le donne e i servizi sociali. Bene: come Presidente della Provincia, Renzi (noto per strette relazioni familiari non solo con il PD, ma anche con ambienti come l'Opus Dei) sosteneva il (sedicente) "Movimento per la Vita". Come Sindaco di Firenze ha promosso, e sostiene a spada tratta) la più che discutibile operazione del "cimitero dei feti" - destinata a tirare nuove bordate proprio alla 194 stessa. 

Per concludere: per quanto scrutiamo, ci sembra proprio di vedere una persona autoritaria, dai modi violenti e ispirati alla più trita arroganza maschil/ista; dai temi (veri) di programma tritamente orientati a una visione di mondo che ha già fatto troppi danni; che sventola "donne" come decorazioni pubblicitarie ma poi fa politiche contro le donne.
Insomma: qualcuno ci dica perchè noi donne dovremmo FIDARCI di Matteo Renzi. 
E, se il buon giorno si vede dal mattino... diteci perché dovremmo votare Matteo Renzi. Attendiamo fiduciose.

PS - in postscriptum diciamolo pure, 1. che NON ci è piaciuto, signori maschi, come avete condotto le primarie nei confronti della prima donna in corsa; 2. che avete perso punti tutti; e anche 3. che non saranno amarezze sprecate, ha ragione chi dice che per le donne è stata una grande scuola

martedì 20 novembre 2012

Non esiste un modo elegante di mettere un burka. Crepino i burka e viva Greenpeace.

In vista delle Primarie del centrosinistra (e in attesa che si organizzino le "primarie" del Centrodestra, probabili quanto sarebbe probabile che un'azienda affidi a una consultazione popolare i ruoli del proprio CdA), gli stufi marci della politica e dei suoi metodi cercano spiragli alternativi all'astensionismo, e metodi nuovi per valutare candidati e programmi.
Noi segnaliamo due elementi centrali che sempre più gente ritiene non più negoziabili - devono essere considerati! E sarebbero: 
1. ambiente e sostenibilità;
2. democrazia paritaria e sguardo di genere.
Su primo tema Greenpeace ha promosso la campagna "Io non vi voto", che mette finalmente la politica con le spalle al muro (era ora!): devi rispondere su tutti i punti di una buona politica energetica. E se non rispondi, anche questa è una risposta.
Finora, su entrambi i temi, sembra che i soli a rispondere degnamente siano stati Laura Puppato e Nichi Vendola. Laura però, lo fa diversamente da tutti; e addirittura in forma di replica. Lo fa come qualcosa che è, a priori, nel suo DNA politico: qualcosa di già dimostrato in tutta la storia da amministratrice in cui le decisioni ha dovuto prenderle lei, e l'ha fatto non in "campagna elettorale", ma per convinzione, sotto la pressione di nessuno. Con la stessa spontaneità, fin dai primi di novembre ha sollevato l'idea di dedicare le primarie, e parte dei loro entroiti, ai centri antiviolenza - dato che la consultazione cade nella giornata internazionale per mettere fine alla violenza contro le donne. Con la stessa tranquillità, ha salutato l'iniziativa di Greenpeace non come un "attacco alla politica", ma come un opportuno invito a chiare prese di posizione.
Ma tanto, chi lo sa? ieri sera, speranzose, ci siamo accomodate davanti all' Infedele di Lerner, dove Puppato era finalmente ospite! sperando di vederla parlare (finalmente), del suo programma in una trasmissione di informazione. Dopo ore e ore di noiose chiacchiere aveva potuto dire si e no 3 parole, di straforo; in compenso ha fatto tutto il tempo una gran bella tappezzeria. Lerner, ma tu il burka non avevi detto che volevi "toglierglielo"? o volevi solo infirlaglielo con più stile? Perché su una cosa dobbiamo deludere quelli che sottovalutano: non c'è stile nel burka, mai. 
Abbasso il burka, dunque, e l' "informazione migliore" che abbiamo, che non è all'altezza: al pari di quella peggiore.
Viva Greenpeace, invece, che toglie i panni ai politici, obbligandoli a mostrare verità che dobbiamo conoscere.




domenica 14 ottobre 2012

Primarie con doppio salto mortale. Ma mortale per chi?

Entro il 15 ottobre, secondo le regole dettate dall'assemblea del 6 ottobre, gli aspiranti candidati del PD alle primarie del Centrosinistra avrebbero dovuto consegnare le firme di 95 delegati. Un'impresa titanica. Oppure 17.000 firme di cittadini. La seconda opzione ancora più difficile; praticamente impossibile, in così pochi giorni; specie per chi, come la nostra preziosa Laura Puppato, è sistematicamente ignorata dai media e non ha ancora avuto tempo di farsi conoscere. 
Eppure, parte la maratona, e fra mille difficoltà a quanto pare le firme vengono raccolte. 
Ma improvvisamente.. sabato 13 ottobre, un solo giorno e mezzo prima dello scadere del termine, oplà! con un doppio salto mortale il carico (già da 90! anzi, da 95) viene più che raddoppiato: ce l'hai fatta? Bene! torna al punto di partenza.  
I salti mortali, si sa, sono pericolosi; per definizione, ogni volta qualcuno rischia di morire.
E pare che qualcuno, nel PD, vorrebbe veder morire i candidati "scomodi", cioè quelli che non sono Bersani - ma a loro chiediamo: siete sicuri che a farsi male, alla fine, non sarete voi? 
Perché, Signori del PD, lo sapevate che siete i dipendenti dei vostri elettori? e i vostri DATORI DI LAVORO si stanno seriamente rompendo le scatole. Ci auguriamo che vi rendiate conto in tempo di dover fare un passo indietro e restituire ai candidati del Pd le opportunità stabilite, senza fare trucchi delle 3 tavolette. 
Pronto, pronto.. ci sentite?? No, sordi e ciechi, come un Titanic spensierato andate sereni contro il disastro.

giovedì 27 settembre 2012

Laura Puppato: il Premier che vorremmo

Grazie alla candidatura di Laura Puppato, con le primarie del PD si sta aprendo una sorta di STARGATE che potrebbe catapultarci un altro pianeta. Come tutti i varchi verso altre dimensioni si apre per un istante e non sai mai se beccherai l'istante giusto per entrarci. Ma di certo l'istante giusto per provarci è ADESSO. Ma NON certo con Renzi né con altri maschi. Donne della rete diamoci da fare. 
Il 5 settembre un post apparso sulla pagina fb della rete delle reti diceva: 
"Basta. QUI le candidate non ci sono, ma è anche che le candidate" non basterebbero. Qui ci vuole un cambiamento alla radice, una formazione veramente nuova, per rinnovare in modo radicale il modo stesso di pensare e intendere la politica. Per un VERO CAMBIO DI PARADIGMA. Cosa ne dite? chi si fa avanti? ma soprattutto quali sono secondo voi le vere chiavi di lettura da assumere? e le sfide più importanti da cui partire?" 
Bè, ora la candidata C'E'... anche se sorge da un normale partito. Ma forse anche per questo è ancora più straordinaria, perché stranamente sembra che riesca a nuotare libera, pur stando in un partito, fuori dalle correnti; e risponde praticamente a tutti i pre-requisiti richiesti da tutte noi, le donne impegnate per i diritti delle donne e per una politica nuova.



lunedì 17 settembre 2012

La miseria di un matrimonio pieno di violenza in una poesia per il telefono Rosa


Non m’importa che tu vada a puttane
in fondo chiami puttana anche me
sotto lo stesso tetto ogni giorno
strappandomi di mano le camicie
buttando la mia cena dentro al secchio
cercando un compare in nostro figlio
che ridacchia delle mie cosce gonfie
e del mio culo troppo grosso.
Non m’importa    
sotto lo stesso tetto 
gli inferni s’inabissano
le parole si confondono 
livide rabbiose unte
come le mie mani 
che alla domenica controlli
perché nessuno veda lo sporco 
che mi hai infilato a forza nelle unghie. 
Non mi aspetto nulla
sotto lo stesso tetto 
è tutto lecito e anche logico come
la vergogna 
ospite nella stanza delle scope
non ha altro posto dove andare 
e lo sciacquone copre il suo lamento 
si mischia alle tue urine.
Ed ora stendo le lenzuola a pizzi del mio corredo
e impreco su mia madre e sulle donne e su me stessa
e sui letti su cui dormi veloce con la schiena sudata
lontano da questo tetto in cui hai murato il mio cuore
Questa poesia, sulla miseria di un matrimonio pieno di violenza, è stata offerta dalla poetessa romana Paola Musa al Telefono Rosa. Mercoledì 19 settembre 2012, h. 16, la presentazione, con Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, Presidente di Telefono Rosa. “Il fenomeno della violenza sulle donne è sotterraneo e in crescita, e sempre più vittime cercano ascolto, e aiuto. Sono migliaia le richieste di aiuto. Le periferie i contesti più vulnerabili: servono politiche di integrazione e promozione culturale”.
L'evento sarà presso la Sala Peppino Impastato, al Palazzo Valentini, via IV novembre 119 A. Per info: albeggi@libero.it

mercoledì 12 settembre 2012

L'orrore non cura lo stupro: i paladini che NON vogliamo

La storia ha già fatto il giro del mondo: in Messico, il paese diventato famoso per i femminicidi di massa, un ragazzo accusato di stupro è stato sequestrato, evirato e crocifisso a insegne stradali con un biglietto: "così finiscono gli stupratori". Ma non è niente di cui rallegrarsi. Ha tutta l'aria di una schifosa operazione di marketing, messa in opera da una banda di narcotrafficanti che intendono sfruttare l'odio e il senso di rivalsa che miriadi di stupri seminano senza sosta fra la gente, per conquistarsi un consenso popolare con cui rinsaldare il proprio potere nelle guerre fra clan. Seminando un orrore in tutto simile a quello dei femminicidi e degli stupri stessi.
Ma l'orrore non cura l'orrore. Torture e ostentazioni di altra macho-violenza ne sono solo l'altra faccia. Statisticamente, le donne non tendono affatto a essere sanguinarie; e non siamo nemmeno stupide. Certi "vendicatori" ci fanno vomitare. State alla larga sciacalli, non sono questi i paladini che vogliamo.



venerdì 7 settembre 2012

La RAI e il martellamento mediatico su Miss Italia

Domenica 9 settembre, h. 17 a Milano, davanti alla sede della Rai, flashmob di protesta contro la martellante promozione di un'immagine della donna ridotta ad oggetto sessuale. Ci uniamo all'invito di Donne in Quota a respingere questo utilizzo del servizio pubblico:

La Rai dedica ampio spazio all’elezione di Miss
Italia, passerella di adolescenti da soppesare e premiare in funzione di un modello unico di donna: ben 5 appuntamenti su Rai 1, di cui 2 in prima serata il 9 e 10 settembre. Il servizio pubblico televisivo ha il dovere di riservare altrettanta visibilità anche ad altri modelli di donna: quelle che vanno nello spazio, scendono in miniera, siedono in cattedra e nei tribunali, coordinano ricerche, operano negli ospedali, dirigono film e aziende, fanno politica, vanno in ufficio e contemporaneamente si occupano dell’organizzazione e del bilancio familiare.
Per questo chiediamo con forza alla nuova Presidente della Rai Anna Maria Tarantola di applicare immediatamente i 13 nuovi emendamenti sull’immagine della donna contenuti nel Contratto di Servizio Pubblico 2010/2012 sottoscritto in data 6.4.2011 tra la Rai e il Ministero dello Sviluppo Economico. Citiamo in particolare l’art.9/L’offerta televisiva in cui la Rai ha l’obbligo di produrre: “trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia”. Per adesioni scrivere a info@donneinquota.org

Vi invitiamo anche a partecipare all'evento su fb che trovate qui, e a diffonderlo.

mercoledì 5 settembre 2012

Oggi su facebook: davvero delirante chiedere alla politica un cambio di paradigma?

Oggi sulla pagina facebook della Rete delle reti è spuntato questo dibattito, che riassumiamo con una schermata. Non risulterà tutto leggibilissimo, facciamo perciò una breve descrizione. La pagina chiede: "Basta. Qui le candidate NON ci sono, ma è anche che le "candidate" non basterebbero. Qui ci vuole un cambiamento alla radice, una formazione veramente nuova, per rinnovare in modo radicale il modo stesso di pensare e di intendere la politica. Per un vero CAMBIO DI PARADIGMA. Cosa ne dite? chi si fa avanti? ma soprattutto: QUALI sono secondo voi le vere chiavi di lettura da assumere? e le sfide più importanti da cui partire?" Riportiamo poi per intero un paio di commenti:
per me al primissimo posto una serie di obiettivi che sono tutti strettissimamente interlacciati fra loro, ognuno è una faccia dell'altro, e solo affrontati tutti in modo collegato possono produrre- appunto - il "cambio di paradigma": 1. lotta alla CORRUZIONE; 2. interventi URGENTISSIMI per correre al riparo del degrado ambientale di cui NON sappiamo abbastanza; 3. ribaltamento dell'economia sul primo obiettivo della sostenibilità 4. partecipazione attiva delle donne almeno al 50%; 5. corretta INFORMAZIONE e corretti strumenti di partecipazione (questa è la parte più difficile ovviamente, ma ognuno di questi obiettivi è condizione stessa di tutte gli altri). Vivo sulla luna?
• che riceve questa risposta: Condivido e sottoscrivo questo manifesto programmatico! Non si può stare a discutere sul fatto che i tempi non sono maturi, di questo passo ci ritroveremo con neanche una parlamentare al governo. I movimenti devono unirsi sulle tematiche comuni, fare "cartello" (uso il termine con accezione positiva) e portare in parlamento rappresentanti degni di questo nome. Un tentativo va fatto, perchè secondo me non possiamo stare più a guardare. Ogni gruppo/movimento/comitato ha alcune tematiche su cui si batte e dovrebbe redigere un proprio manifesto programmatico. Poi in un Forum Nazionale, che potrebbe anche essere organizzato in streaming, con skype eccetera (usando insomma tutti i mezzi che ci consentono di comunicare), i movimenti dovranno incontrarsi e discutere sui punti comuni per redigere un manifesto nazionale dei movimenti. E' l'unico modo per sparigliare le carte della politica e apportare un contributo nuovo e potremmo anche convincere altri candidati (nei partiti tradizionali) a sottoscrivere il nostro manifesto nazionale comune, in modo che si impegnino su alcune tematiche per noi essenziali. Non c'è più tempo da perdere!"
• e quindi: "forse si potrebbe fare un manifesto programmatico che - senza vincolare nessuno a un preciso "partito" o movimento, possa essere sottoscritto, e adottato, per diventare parte integrante dei programmi dei diversi gruppi, liste civiche eccetera che vi si riconoscono. Deliro? mi viene sempre questo dubbio O.O".
Si, com'è che delle semplici cose sensate, e così imprescindibili! ci sembrano così impossibili da rasentare i deliri? Sono elementi così basilari, di un qualunque programma decente, che la prima cosa che vien da dire è che siano banali. Ma allora perché queste questioni nessuno le pone?? perché nessuno le pone al centro del proprio impegno? nessuno! 
Tranne il Movimento 5 Stelle che però non convince tutti, e tantomeno le donne; per ragioni richiamate indirettamente anche da questo post, qui: "Ci serve un nuovo movimento. Nuovo anche rispetto a chi si propone come tale, ma che della politica distruttiva mantiene i toni e una relazione pericolosa con il conflitto come fosse un valore, quando invece è precisamente il costante ricorso al conflitto quel tilt che impegna gli esseri umani a combattersi costantemente, gli uni contro gli altri, come cellule cancerose in un organismo stremato".
Allora, forse dovremmo cominciare a pensare a tutto ciò seriamente. Non eravamo nate, noi, sull'esigenza di un nuovo modo di far politica? e non era esattamente su questo, che tanta parte del movimento delle donne si era risvegliato e rimesso in gioco? Pensiamolo davvero, questo MANIFESTO PROGRAMMATICO sui cui punti invitare i partiti a esprimersi. Anzi, sui quali ESIGERE RISPOSTE, forti e chiare.