sabato 31 dicembre 2011

Il 2011 è stato l'anno delle donne, ma i giornalisti maschi erano su un altro pianeta

Non ci aspettavamo certo di essere celebrate dai giornalacci che, riferendosi a un capo di Stato donna, oggi titolano: "E' stata la culona". Accusandola a quanto pare di non aver apprezzato abbastanza il tirannerottolo Berlusconi.
Diciamo la verità: non ci aspettavamo di essere celebrate in generale. Ma di finire in cronaca, ogni tanto, non solo per stupri, zombismo alla plastica 100% e puttanerie varie, ma semplicemente come donne e basta, donne che fanno cose: quello si.
Almeno come MOVIMENTO; almeno nell'anno in cui le donne, e solo loro, sono riuscite davvero a dare la sveglia decisiva a un paese in coma; ma non solo.
Il 2011 è stato un anno in cui le donne hanno pagato un tributo altissimo al rinnovamento e alle rivoluzioni in tutto il mondo, e nessuno meglio dei giornalisti lo dovrebbe sapere; e nessuno più dell'informazione "progressista" lo dovrebbe comunicare: come una notizia, punto e basta. E pure una notizia importante.
E invece l'Espresso (uno a caso) ci snocciola tutte le copertine di un intero anno, chiedendo di "votare la migliore": e NESSUNA è dedicata alle donne, se non alla "donna" (secondo il maschio) per eccellenza: il puttanone. E ripete serenamente la gaffe nel penoso "Almanacco" di fine anno che, passando in rassegna le notizie inportanti del 2011, si dilunga in gossip e cazzate (tipo i "matrimoni da sogno" dei Reali), ma sorvola allegramente su tutti gli eventi con cui le donne hanno cambiato il mondo: a partire da una manifestazione mondiale, che nello stesso giorno ha visto solo a Roma un milione di persone, e molte altre da Parigi a Tokio, mobilitate (appunto) dalle donne italiane.
E dall'Espresso non è tutto: c'è poi il simpatico vaticinio "Chi emergerà nel 2012" (a cui duòle, ahimé, constatare che abbia contribuito anche Silvia Cerami), che naturalmente cita solo, e rigorosamente candidati maschi.
Ma naturalmente non solo dell'Espresso si parla. Che dire della BBC?
La politica è fatta dai maschi, e si vede. L'informazione ufficiale pure.
Ma anche se tra gli eserciti di giornalisti le direttrici sono 4 gatte, e dove si decide siamo una contro cento, siamo pur sempre un esercito: non si illudano che ci lasciamo condire via così. Change over!

giovedì 29 dicembre 2011

Dedicato a Stefania Noce, uccisa dall'eterno tiranno

"…ed è addirittura comico vedere come, nel teatrino per i poveracci, altri poveracci (fra i quali schiere di presunti "combattenti contro i tiranni") stanno al gioco senza capirci niente... Già, se non fosse tragico sarebbe comico vedere come si sbraitano contro, minacciandosi all'ultimo sangue, 2 fazioni che nella realtà sono manovrate da forze intimamente amiche, STRETTISSIMAMENTE ALLEATE: da un lato i fautori del pre/medioevo, che contro le donne brandiscono burka, bastoni e leggi religiose, dall'altro i promotori della "modernità" che contro le donne tessono i fili della mercificazione e del lavaggio del cervello.
Ai primi il cervello delle donne non interessa proprio: se le leggi non ti danno diritti, anche se lo usi non puoi fartene niente. 
Ai secondi interessa di più: se le leggi ti consentirebbero di farti valere, è vitale disinnescarlo e gettare la chiave. 
E nel frattempo, oltre questa partita, si giocano senza impedimenti le partite del business che è il vero collante universale di quell'infima parte di umanità che decide il destino di tutti, e che sta mandando a rotoli il Pianeta: la lobby dei mascalzoni che gestisce il potere. 
Lì è come fra amici che "tengono" a squadre di calcio diverse: fuori dagli stadi, dove ci si urla contro inferociti, si torna a sorridere, si fumano gli stessi sigari, ci si stringe le mani e, fottendosene allegramente di miseria, fame, guerre e maree nere, ci si spartisce i frutti delle tirannie.
In tutto questo, a cosa serve la VIOLENZA CONTRO LE DONNE? E A CHI SERVE, l'INIMICIZIA FRA I SESSI?
Solo al Tiranno. 
Il miserabile maschio che difende coi denti la sua supremazia è un servo che il tiranno tiene a bada gettandogli in pasto una sotto-umanità su cui lui è sovrano.. Padrone in casa propria. Che gli importa della democrazia? che gli importa di dove va il mondo, verso che burroni sta precipitando? 
Così è sempre stato, e sempre sarà... A meno che non proviamo a svegliarci, cominciando da noi, chiamandoci all'appello reciprocamente e iniziando a far valere i nostri pensieri.
Noi sappiamo che sostenere i diritti delle donne sostiene l'Umanità"

Anche tu lo sapevi, cara Stefania, detta Sen. 
Consigliamo a tutti di leggere l'articolo che hai lasciato, e di tenerti nel cuore.
A te dedichiamo queste parole (fonte: info Donne ultraviolette), e quelle che diremo in futuro, tutti gli sforzi che continueremo a profondere per noi stesse, per tutte le donne e per il mondo.

martedì 20 dicembre 2011

giovedì 15 dicembre 2011

Cambiare la politica: le donne possono farlo

Un contributo per "Se non ora quando": quale politica vogliamo?



E per spiegarci meglio: che tipo di politica, ci interessa davvero?


Noi ci crediamo: crediamo anche che proprio le donne, come soggetto politico, collettivamente, possano farlo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Manifestazione nazionale "Se non ora quando": 3 domande da porre dal palco

Chiediamo alle amiche di 'Se non ora quando' di portare, sul palco dell'11 dicembre, 3 precise domande (messe sul piatto da Donne per Milano), che riguardano le misure della manovra Monti, e che sono volte a trovare altre risorse per alleviare la mazzata sui più deboli, a partire da pensionati e donne. Chiediamo di farle a nome di tutte noi e di sollecitare PRECISE risposte da parte del Governo:
1. spese militari
riduzione delle spese militari. Se la spesa bellica (decisamente abnorme per decisioni sciagurate dell'ultimo Ministro Larussa) non si tocca, vogliamo SPIEGAZIONI.

2. Ici equa
a Ballarò i Ministri di Monti hanno detto che non è affatto esclusa l'idea di applicare l'Ici ai beni commerciali della Chiesa: chiediamo un impegno trasparente su questo tema.

3. privilegi ai politici
chiediamo trasparenza e retromarcia subito. Chiediamo sia reso pubblico il CALCOLO preciso della cifra annuale che lo Stato risparmierebbe abolendo immediatamente i vitalizi e altri privilegi. Sull'obiezione che non si possa fare un'azione retroattiva, ricordiamo che anche i pensionati (convinti da sempre di andare in pensione a una certa età), a causa di un provvedimento "retroattivo" sui patti precedenti, devono cambiare completamente i propri progetti e prospettive. L'emergenza richiede deroghe che se toccano i pensionati devono toccare anche gli eletti. Inoltre NON pare affatto incostituzionale abolire, da SUBITO, privilegi incostituzionali. Vogliamo risposte.

Sul blog ufficiale Snoq compare un post che si intitola
"Se non ora quando torna in piazza: proposte per un'Italia da (ri)costruire"
Concordiamo con ogni parola, ma queste proposte sono più enunciazioni di principio: noi caldeggiamo che siano integrate con domande precise e circostanziate che sono già, in sè, anche delle proposte.
Grazie! care amiche, se lo vorrete fare, dando voce a un'esigenza che sentiamo in tantissime.

martedì 22 novembre 2011

E se ti diranno "Stai zitta cretina".. tu rispondi: un corno. Siamo Pari! La parola alle donne.

Eventi, dibattiti, incontri in tutta Italia e nel mondo per la ricorrenza del 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
A Milano, nell'ambito della rassegna cinematografica "Siamo pari, la parola alle donne", interamente dedicata al tema della violenza contro le donne, un nutrito programma di proiezioni e dibattiti: al Teatro Litta, dal 24 al 26 novembre 2011.

venerdì 18 novembre 2011

Assemblea aperta, a Milano, di "Se non ora quando"

In vista della mobilitazione indetta per l'11-12-2011, e per presentarsi alle donne di Milano, il comitato milanese di "Se non ora quando" ha indetto un'assemblea cittadina, aperta a tutti: appuntamento il 26 novembre, h. 14, al Teatro Elfo Puccini.
Apprezziamo, anzi speriamo che altre assemblee avranno luogo in altre città: da troppo tempo le donne che sostengono il movimento possono esprimere le loro idee solo sui gruppi su fb, in molte sentivamo fortemente la necessità di incontrarsi anche fisicamente.
Il comunicato stampa dice che "sarà l'occasione, per tutte le donne e per i comitati SNOQ territoriali, di incontrarsi per scambiare esperienze, coordinare idee e iniziative e definire i contenuti dell’agenda delle donne di Milano e della Lombardia".
E anche per esprimere perplessità, se ci sono, e proporre idee, speriamo.


giovedì 17 novembre 2011

Mentre "Se non ora quando" chiama a mobilitarsi l'11-12-2011, una riflessione generale sul movimento delle donne

Il comitato nazionale "Se non ora quando" invita a una nuova grande mobilitazione per l'11 dicembre. Molto bene che le donne tornino ad esprimersi! Ma più in generale in molte stanno anche facendo una riflessione. Fra le domande che ci si pone ci sono anche queste:
• cos'è il Movimento delle donne (e degli uomini che lo sostengono) e come lo vorremmo?
• il movimento "Se non ora, quando?" ha mosso una straordinaria mobilitazione a partire da un valore da cui discendono modalità politiche nuove: dignità per le donne, dignità per il Paese, dignità per tutti i cittadini.
• la potente mobilitazione politica del 13 febbraio, capace di scatenare una grande riflessione su temi trascurati, nasce dunque da un movimento all'origine non strettamente politico, ma di opinione.
• certo sono necessarie le strutture deputate a organizzare, ma prima ancora è importante tenere vivo il movimento degli ideali, di quella partecipazione spontanea che, in un certo senso, nasce dal cuore e porta tutti ad esprimersi e ad agire anche sul piano individuale.
• per questo si sente anche il bisogno di ripartire proprio da enunciazioni di principio: come "cambiare se stessi per cambiare il mondo": di unirsi, esplicitamente, sotto la parola d'ordine della coesione per la dignità e l'etica.
Si tratta di valori che non ci si deve limitare ad esigere. Vanno in primo luogo espressi attivamente, posti a base di un fare eticamente trasversale in quanto ispirato a un vero rinnovamento, anche, della mentalità individuale.
Qualcosa capace di andare davvero OLTRE alla vecchia concezione di partiti, e sindacati (strutture che pure servono): su questi valori si sta aggregando anche un gruppo su fb, molto attivo politicamente nel difficile terreno della città di Napoli. E insomma: crediamo davvero possibile un rinnovamento della politica? e se si, su quali principi? come immaginiamo il contributo a un reale rinnovamento della politica da parte del movimento delle donne?
Lo spunto nasce da questa nota delle Donne ultraviolette.

mercoledì 16 novembre 2011

Care donne vi scrivo: una lettera alle donne dal Comitato Nazionale "Se non ora quando"

Care donne vi scrivo: il Comitato Nazionale "Se non ora quando" scrive una lettera alle donne invitando a una grande mobilitazione per l'11 dicembre 2011. 
Anzi l'invito ce lo canta anche. Qui la lettera:
"Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta. Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango.
Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con “una forza” è ora che facciano i conti. Tutti.
Siamo una forza, per quante siamo e per come siamo. Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana.
Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine. In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro, perché non può tirarsi indietro chi regge questo paese sulle proprie spalle. Le donne non possono mancare per ridare all’Italia la dignità che ha perso, per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa. Perché vogliamo restare in Europa e lavorare per un suo reale governo politico. Ma soprattutto non possono mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini. Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse.
E anche così dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università. Tutto. E che nessuno ci venga a dire che questo non è il momento.
Per anni abbiamo votato una rappresentanza irregolare, composta da una maggioranza schiacciante di uomini. Abbiamo votato in cambio di niente, infatti questo paese non ci somiglia, non ci racconta. Ma adesso basta. Adesso, attenti: una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto, più vero. I partiti indifferenti perderanno il nostro voto. E voi uomini, che ci siete stati amici, che ci avete seguiti nelle piazze del 13 Febbraio, credetelo: la nostra forza è anche la vostra. E’ per un bene comune che stiamo lottando. Un Paese senza la voce delle donne è un paese che va a finir male, verso una società triste e lenta, ingiusta, immobile, volgare e bugiarda. Bisogni e desideri delle donne possono già essere un buon programma di governo. Sappiamo più degli uomini quanto oggi sia difficile vivere, difficile lavorare, mettere al mondo figli, educare, difficile essere giovani, difficile essere vecchi. Le nostre competenze non le abbiamo guadagnate solo sui libri, ma anche dalla faticosa e spesso terribile bellezza della vita delle donne. La nostra storia ci insegna che non serve lamentarsi. Non ci basta più quella specie di società equilibrista e funambola che abbiamo inventato, in completa assenza dello Stato, per poter vivere decentemente e far vivere decentemente. La società civile è più donne che uomini.
E’ ora di cambiare, cittadine". 
Firmato: Comitato promotore nazionale SNOQ

Governo Monti: meglio 3 donne in ruoli chiave, che 6 senza portafoglio

sabato 12 novembre 2011

Governo Monti: TUTTI uomini? Caro Presidente, ti scrivo: senonoraquando?

Surreale gender politics all'italiana, come sempre, nel profilarsi del nuovo Governo di Mario Monti: già gira voce che saranno solo maschi. No, dai, non è possibile; ma meglio mettere le mani un po' avanti.
Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Le donne, protagoniste di un grande moto di risveglio civile e morale della società italiana, si rivolgono a Lei signor Presidente, impegnato come non mai nella difficile opera di salvaguardia della coesione e delle speranze del popolo italiano – perché si faccia interprete della urgente necessità di dare pieno valore alle grandi energie e competenze femminili nella nuova stagione politica che si apre.
Fiduciose della Sua attenzione Le porgiamo i nostri grati saluti
Comitato Promotore Se Non Ora Quando
Roma 12 novembre 2011

domenica 16 ottobre 2011

15 ottobre a Roma: il GIORNO DOPO

La pagina fb di Donne ultraviolette riporta integralmente una nota di una donna che esprime il pensiero di tante, facendo un appello diretto a Se Non Ora Quando e a tutte noi; e dice:  
Donne, facciamo una riflessione non solo sugli obiettivi finali in termini di conquiste femminili, ma sui metodi per arrivarci, e sul contesto generale in cui tali obiettivi devono essere inseriti. Come donne credo non ci interessi ragionare sindacalmente, ma globalmente: perché la nostra mente è globale, e ci rendiamo conto che non si può guarire la condizione dei singoli senza guarire questo mondo malato, sottraendolo a logiche miopi e iniziando a guardarlo come un solo organismo di cui tutti siamo un respiro - e per questo ogni violenza soffoca ciascuno di noi. Ieri alla manifestazione si sono visti anche slogan convinti di "masse" che (proprio come negli anni 70) pretendono la rivoluzione violenta e il "comunismo", cioè alla fine pensano di dare soluzione a problemi complessissimi con il solito metodo di spaccare e pestare i piedi, in vista di altre gabbie non meno pericolose di quella in cui stiamo agonizzando. Dalla padella nella brace? no grazie. Ma tocca a noi cambiare. GLOBAL CHANGE: con la nonviolenza, la comprensione della complessità, la capacità di visione che sa vedere il dettaglio e l'insieme, senza trascurare niente.  
"Vorrei dire 2 parole sul perché questa manifestazione, ai miei occhi, era troppo maschile; e anche sul ruolo che in questo aspetto ha avuto Senonoraquando. Per cominiciare, il punto di vista stesso con cui è nata, è stato troppo maschile. Senonoraquando si è "dissociata", e ha giustamente osservato che la piattaforma non teneva conto per niente del punto di vista femminile. Ma essendosi costituita in comitato, SNOQ (che brutta sigla) ha deciso di rappresentare le donne che quest'anno erano riuscite a riorganizzarsi per presentarsi come soggetto collettivo sulla scena politica. Dunque da allora le donne guardano alle rappresentanti di questo comitato aspettando indicazioni, e toccava a loro trattare con i promotori della manifestazione per integrare la piattaforma; cosa che non hanno fatto. I contenuti che nella piattaforma mancavano potevano comunque essere portati nella piazza attraverso una presenza femminile organizzata, ma SNOQ non ha offerto il suo appoggio e le donne, che pure c'erano, sono rimaste come sempre relegate ai margini, non certo per presenza né per contenuti, ma per visibilità. Ma perché SNOQ ha ritenuto di non aderire? Forse perché presagiva che l'atmosfera sarebbe stata pesante?  Credo che, in questo caso, a maggior ragione avrebbe dovuto imporre se stessa (cioè le donne), e una sfumatura di energia che ieri è finita in minoranza. E comunque: la manifestazione si presentava come "INDIGNATA, APARTITICA, NONVIOLENTA" - e dunque intrinsecamente propositiva, nel suo cuore stesso c'era la SOLA novità che può rinnovare il disastro causato dall'establishment e dalla sola "politica" che conosciamo. Non ci sarà cambiamento se non cambia il nostro modo di ragionare e di affrontare i problemi; se, invece di guardare sempre alla "crescita" come a una sorta di erezione costante - e imprescindibile - dell'economia, non guardiamo a nuovi modelli, a nuovi obiettivi e anche a nuovi MODI per conquistarli. Dunque le vere proposte, oggi, devono venire dall'ANIMA FEMMINILE dell'umanità: non è che gli uomini non abbiano niente da dire, ma anche loro è alla propria componente femminile, duttile e nonviolenta, che devono fare appello. Le donne ieri dovevano esserci: e c'erano.. ma nascoste e soffocate fra le pieghe di una manifestazione troppo al maschile; talmente tradizionale nei modi e negli slogan, che a tratti era perfino vintage, sembrava un documentario degli anni Settanta. 
Senonoraquando, dove sei? Senonoraquando siamo noi: da questa esperienza impariamo e, invece di abbatterci, impegnamoci di nuovo, ancora di più e più che mai".  
Da: Donne ultravioletteE..   

...il giorno dopo, ora che tutti parlano solo delle "violenze"..  e in risposta al cliccatissimo video che il Fatto Quotidiano intitola "15 ottobre 2011, il videoracconto delle violenze", teniamoci caro invece il "videoracconto delle NON-violenze".

mercoledì 12 ottobre 2011

Global change: 15 ottobre delle donne a Roma

Rivoluzionari e maschilisti? no grazie. D-jay e cacciapalle? No grazie tampoco.
Per la MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 15 OTTOBRE, con concentramento alle 14 in piazza della Repubblica, vi segnaliamo l'appuntamento che, sul sito ufficiale del Global Change, trovate QUI - nonché l'evento relativo alla stesso appuntamento, su facebook: si propone a tutte le donne di darsi appuntamento alla Fontana delle Naiadi, per creare un' "ala" femminile del corteo. In altre parole per organizzare una partecipazione delle donne come cittadine, ma anche come soggetto politico. Resta fermo, come sempre, il rispetto delle specificità e differenze di ciascuna. Ma a maggior ragione invitiamo le donne a ritrovarsi e a sfilare insieme, dopo aver visto questo video:

In realtà, LUNGI dall'essere un video "ufficiale" della manifestazione, è solo una GOLIARDATA dello zoo di 105, che forse a corto di idee ha trovato un modo di far parlare di sè (e diamo volentieri una mano anche noi, poverini, in fondo..). 
La cosa curiosa è che la gente se lo BEVA. 
Ma insomma.. vi sembra accettabile che, tra proclami e parolacce, lo speaker arrivi anche (intorno al minuto 2,25) a rivolgersi ai suoi interlocutori dando per scontato che siano SOLO maschi, e che il loro problema sia "dar da mangiare alla propria moglie"..? E sullo sfondo un bambino con la faccia pasticciata di pappa.
Lasciamo perdere, è un fake.
Però...!! certo che... Anche nella realtà, i promotori di tutte le "rivoluzioni" hanno dimostrato nella storia di dimenticare proprio questa cosa: di essere rivoluzionari anche nei riguardi del loro rapporto con le donne.. 
E il fatto che i fautori dei "cambiamenti" tendano a essere molto conservatori nel rapporto fra uomini e donne, ci appare come la principale ragione per cui, a giochi fatti, le rivoluzioni deludono sempre. Perciò siamo d'accordo con le considerazioni di Femminismo a Sud
Alla manifestazione: non rinunciamo ad esserci, né accettiamo derive antistoriche nel cuore stesso del CAMBIAMENTO. Riepilogando:
Appuntamento fra donne in piazza della Repubblica, alla Fontana delle Naiadi, intorno alle 13,30
• Il corteo partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica per dirigersi verso Piazza San Giovanni.
• L'idea è di riunirsi per creare, all'interno del corteo, una sezione tutta di donne, ciascuna con i propri cartelli, striscioni e parole d'ordine, purché non partitici.

Qui 2 pagine fb che organizzano passaggi, treni e pulmann da tutta Italia:
Coordinamento 15 ottobre
Info manifestazione 15 ottobre

Per chi desidera partecipare anche all'assemblea degli indignati, l'appuntamento è un paio di ore prima: dalle h. 12 in P.zza San Giovanni. 

sabato 8 ottobre 2011

Bordello "Palacio Berlusconi" in Argentina: la lettera era giusta, ma ai destinatari SBAGLIATI

Indignato, il sig. Antonio Bruzzese, presidente della Cna (Confederazione naz. degli artigiani), e dell'Associazione Insieme Argentina, ha scritto al sindaco di Rosario (la 2° più grande città argentina) Roberto Lifschitz, e al Console Generale Rosario Miccichè: "Voglio esporre la mia profonda indignazione per l'esistenza nella città di Rosario di un luogo di dubbia moralità, che porta il nome del Primo Ministro del mio paese, Silvio Berlusconi, chiamato “Palazzo Berlusconi”, un bordello destinato a un pubblico di alto livello economico. É molto offensivo che si sia permesso questo utilizzo del nome di una delle massime cariche dello Stato italiano".
Ha ragione, sig. Bruzzese, ma lo sa che se uno si butta dalla finestra non è colpa del marciapiede se si rompe la testa? 
Un consiglio spassionato e sincero: rispedisca la lettera, ma cambi destinatario e la mandi al "nostro" "Presidente del Consiglio" (doppia virgolettatura d'obbligo). La lettera era giusta.. l'indignazione sacrosanta; ma la ricerca delle cause, e i destinatari, completamente cannati.



venerdì 30 settembre 2011

1 ottobre: l'UDI invita le donne a fare il punto

Sabato 1 ottobre 2011, appuntamento a Roma, presso sede nazionale dell’UDI, dalle h. 11,00  alle 16,00, per discutere della proposta lanciata nelle giornate Se non ora quando di Siena (9/10 luglio 2011), per costruire una rete permanente in tutta Italia.
Il giorno successivo, 2 ottobre, sarà la Giornata Mondiale della Non-violenza: una ricorrenza per ovvie ragioni cara alle donne, e che il movimento delle donne dovrebbe fare propria a pieno titolo.

mercoledì 28 settembre 2011

Saudi women revolution: una camminata a piedi nel deserto

Re Abdullah ha "concesso" (e già qui sale un moto di rivolta interiore) alle donne saudite il diritto di votare e perfino di presentarsi in Parlamento
Ma attenzione! l'incredibile concessione per ora non è che una promessa, e comunque rimandata al 2015.
Nel frattempo (insieme a un altro incredibile insieme di divieti) resta un tabù il permesso di compiere una banale azione quotidiana, che è diventata imprescindibile all'autonomia di chiunque nelle città, è cioè di poter mettersi alla guida di un'automobile: resta inteso che le future parlamentari andranno in Parlamento solo con il permesso del marito e solo se lui acconsentirà ad accompagnarle. Le donne che osano reclamare il diritto alla patente subiscono repressioni feroci e vengono condannate alla frusta.
Il terrore delle donne porta questi legislatori a esercitare il solo rimedio che conoscono, cioè il loro terrorismo, in assoluto spregio del ridicolo.
Perché quando si è nel panico non si ragiona. E appunto.. l'emancipazione femminile viene vista nei paesi più autoritari come il più terrificante spauracchio, e a sua volta è agitata come spauracchio contro le masse di popolazioni vessate e accecate dai pregiudizi, che vengono tenute a bada con un uso medioevale della religione.
Da quest'anno le donne saudite sono uscite allo scoperto, con diversi blog e in particolare la pagina fb Saudi Women Revolution. La loro battaglia ci appare come un'estenuante marcia in condizioni al limite della sopravvivenza; il loro coraggio e la loro tenacia un esempio per tutti.

domenica 25 settembre 2011

Diciamo cosa sono le pagine FALSE che proliferano su facebook contro le donne

Sono numerosissime su Facebook (solo quelle in italiano sono molte centinaia) le pagine di bullismo sessista. Fra queste fanno una parte del leone le pagine false CONTRO LE DONNE: pagine che (travestite con immagini femminili o innocue) istigano all'odio fra i sessi e alla violenza, invocando la chiusura dei centri antiviolenza e antipedofilia.
Ma ecco, recentemente è apparsa una pagina istituzionale del social network che si impegna a combattere il bullismo, e che invita a partecipare attivamente. Si chiama STOP BULLYING: SPEAK UP. E allora parliamo! diciamo cosa sono le pagine violente contro le donne. Ci ascolteranno?? 
E per capire di cosa parliamo riproponiamo una nota pubblicata proprio su Fb dalle Donne ultraviolette, molto utile in quanto semplice e chiara:
Queste pagine vengono create ad arte per precise ragioni commerciali e politiche; ma quasi NESSUNO (escluse le stesse vittime ridotte al silenzio) ne parla mai, come fosse una cosetta ininfluente: un battibecco fra poche donnette. Il che è un'opinione da mini cervelletti.
Vogliamo invece vedere di COSA SI TRATTA davvero?
Questo fenomeno è in realtà l'efficiente strategia attuata da una società informatica oggi proprietaria di molte centinaia di pagine misogine, fra cui le numerose repliche FALSE ottenute clonando con sistematicità le pagine femminili di proprietà altrui. Il processo avviene come segue: 
1. individuata una nuova pagina femminile, un incaricato di questa società si appropria della sua immagine (e nome) e apre una pagina identica. L'originale, essendo una "causa" non profit, al contrario delle pagine aziendali non ha praticamente opzioni per difendersi su fb;
2. se gli amministratori della pagina originale sono riconoscibili, in genere vengono bombardati con segnalazioni di massa (effettuate da pletore di profili falsi appositamente creati); e lo stesso avviene alle pagine fb ORIGINALI che si vuole colpire: il risultato è che molto spesso fb procede alla CANCELLAZIONE delle pagine originali e a bannare i loro legittimi amministratori;
3. la pagina clone prosegue indisturbata: all'inizio pubblica una marea di stupidaggini "carine" (canzoni, fumetti, cuccioli e babbi natali). Poi, quando ha raggiunto un certo numero di fan, attacca con la campagna di odio contro le donne e propaganda "anti-nazifemminismo". In genere viene riempita di contenuti redatti una volta sola, a loro volta replicati in automatico (e a rotazione) su tutte le altre pagine clonate, grazie a un software apposito. E infatti le pagine false sono praticamente tutte UGUALI, dunque NON costano alcun lavoro a chi ne sforna all'infinito, impossessandosi del nome e dell'immagine di quelle originali.
E tutto questo a COSA SERVE? Chiederete voi.
OTTIMA DOMANDA. Serve a moltissimo, sul piano commerciale e su quello politico. 

1. in primis (e questo è lo scopo COMMERCIALE) tutte queste pages potenziano l'impatto pubblicitario della società informatica proprietaria (che è a scopo di lucro, mica pettina bambole come NOI).
Questo grazie all'abnorme aumento dei numero dei "click" ottenuti dalle sue pagine replicate, che si continuano a pubblicizzare a vicenda rimbalzando su fb infiniti appelli a cliccare l'ultimo clone appena nato.
La gente su fb - si sa, è distratta: molto spesso le basta vedere un bel titolo, che esprime un ideale, per cliccare una pagina, e poi nemmeno si accorge se quella propugna esattamente il CONTRARIO di ciò che enuncia. E in tal modo i nuovi 'fan' diventano rapidamente MOLTO più numerosi di quelli delle pagine originali.

2. in secundis (ma questo scopo è di gran lunga più importante sul piano POLITICO) tali pages attuano e diffondono una martellante propaganda contro le conquiste delle donne e CONTRARIA agli scopi originali delle pagine clonate, che sono tutte per la parità fra i generi e i DIRITTI di donne e bambini.
Nel fare questo propugnano contenuti creati ad arte per sostenere la tesi che tutti i centri antiviolenza e antipedofilia vadano CHIUSI.
E perché? (O bella! ma perché violenza e pedofilia alimentano lucrosi business, non lo sapevate? ndr; ma secondo le pagine suddette la ragione è un'altra:) perché la violenza contro le donne e gli abusi contro i bambini sarebbero "problemi gonfiati dalle nazifemministe", che servono solo a creare "false accuse" per ricattare e con cui rovinare poveri uomini innocenti.

E facciamo notare che l'attuale Governo da anni sta perseguendo proprio QUESTA politica, tagliando fondi con la mannaia a consultori e centri antiviolenza. Fino, nel 2010, ad AZZERARE perfino una delle attività più storiche e preziose: quelle del telefono CONTRO LA TRATTA DELLE SCHIAVE.
Non so, giudicate voi.

You judge. Intanto vi invitiamo a:
1. NON CLICCARE la pagina falsa che ha rubato l'immagine della VERA PAGINA fb delle Donne ultraviolette, clonandola, e che si TROVA QUI: FALSA PAGINA DONNE ULTRAVIOLETTE. Una pagina che, alternando contenuti falsamente scherzosi promuove vero odio fra i sessi.  
2. stare MOLTO ATTENTI a cosa cliccate in generale;
3. CONTROLLARE le pagine che avete cliccato fino ad oggi, TOGLIENDOVI prontamente dalle pagine false:
4. nel fare questo, a tenere presente che APPENA si parla di loro, le pagine fake si auto-oscurano, SCOMPARENDO da fb provvisoriamente, o CAMBIANO velocemente i contenuti per camuffarsi, intasando di cose carine e inoffensive, in attesa che si calmi l'attenzione su di loro;
3. NON fare l'errore di entrare nelle pagine false per criticarle: verrete immediatamente bannati e sarete soggetti anche voi a segnalazioni volte a danneggiarvi.

Infine non credete a chi semina idee tipo che queste pagine "le fa il Vaticano" per ragioni ideologiche: è l'ennesima PANZANA, certamente verosimile - ma che essendo falsa NON aiuta.

E dato che quello che aiuta è SAPERNE di più, ecco alcuni link per approfondire:
Come costoro INGANNANO la buona fede delle persone per indurle a danneggiare le pagine originali:
Come agiscono a livello di massa i CONTENUTI promossi dalla pagine fake.


venerdì 23 settembre 2011

Donne a Roma in difesa della Costituzione

Circa 2000 donne stanno arrivando a Roma su due treni, uno proveniente dal nord e uno dal sud, per manifestare contro la proposta di legge, presentata recentemente alla Camera, che intende modificare l' articolo 1 della Costituzione: "l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro".
La Carta fondamentale, dicono i promotori del Treno delle donne, va benissimo com’è e deve essere solo attuata in tutte le sue parti, a cominciare dal lavoro, che è appunto fondamento del primo articolo.  
Dunque le donne intendono manifestare circondando il Parlamento.
Hanno inoltre chiesto di essere ricevute al Quirinale per chiedere al Presidente di sostenere questa battaglia.
Se potete.. partecipate. Se siete a Roma venite, se non siete a Roma fate girare la notizia.
Questo il programma della giornata:
h. 10.30  • primo appuntamento in piazza Montecitorio  
h. 12.00 • una delegazione si recherà al Quirinale per consegnare una lettera al Presidente Giorgio Napolitano
h. 16.00 • appuntamento in piazza Santi Apostoli per la manifestazione: interverranno costituzionalisti ed esponenti della cultura; fra questi Michele Ainis, Silvia Calamandrei, Paola Marsocci, Shukri Said.

sabato 17 settembre 2011

Dimissioni immediate: stasera.

Questo succederebbe in tutto il resto del mondo; ma siamo in Italia: nell'Italietta-di-m. messa in piedi dal berlusconismo, e in cui ci troviamo (ancora) intrappolati.
Un rapporto della Guardia di Finanza di 270 pagine raccoglie dirette e reiterate affermazioni del nostro "Premier" (virgolette sempre più d'obbligo), che i suoi giornali definiscono "vita privata, faccende personali". Ma può essere considerato un fatto privato dichiarare apertamente che tutto il proprio tempo è per le "mie bambine" (definizione quasi letterale, data l'età delle ragazze), e che per questo posso fare il premier "solo a tempo perso"? «A tempo perso faccio il primo ministro e me ne succedono di tutti i colori».  Bè, giudicate voi: tra centinaia e centinaia dello stesso tipo, solo qualche altra frasetta a caso.
• 5/9/2008, Palazzo Grazioli. Tre ragazze fanno la notte con il "Premier". Il giorno dopo: una di loro (Vanessa Di Meglio), a Tarantini: «Tutto a posto. Le ragazze sono andate via alle 6, hanno fatto un bordello… Comunque tutto a posto, io ho fatto colazione con lui (..) Lui mi ha detto: "Metti questo in borsa... mi fa piacere"». 
• 23/9/2008, si organizza una cena; Berlusconi a Tarantini: «Che dici se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava? Magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della fiction della rete 1 della Rai? Così sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare. Insomma hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino. L’unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti... però hanno molto potere». Dal verbale sulla serata, di Terry De Nicolò): «Delle ore ho dormito da sola e delle ore invece con queste due ragazze e Berlusconi... eravamo io, le due ragazze di Roma e Berlusconi».
• 11/2/2009, altra cena a Palazzo Grazioli. Il giorno prima, Francesca Lana a Tarantini: «Manuela (Arcuri, ndr) dice che se non vede sto cammello, fino a quando non ha una certezza... non fa nulla per lui. Io le ho detto: "Manu forse dovrebbe essere il contrario, prima fai qualcosa per lui..."». la sera della cena, Tarantini: «... ma si era convinta, si era convinta un mese fa...». Francesca: «Sì ma lei cambia da oggi da adesso a tre minuti poi ricambia idea». Manuela Arcuri a Francesca: «Frà però mo glielo devi dire del film, delle cose, è ora che gli parli». Francesca: «Ho capito Manu, ma non glielo posso dire alle 4 di mattina quando stiamo dentro il letto...». 
• 18/2/2009. Non solo fa troppe storie, la signora Arcuri, ma è anche volgare. Berlusconi a Tarantini: «sono rimasto molto indignato per la volgarità espressa dalla Manuela Arcuri nel corso di una intervista rilasciata alle Iene». Non è all'altezza della classe di uno che è ormai famoso su tutti i giornali del globo per aver definito la signora Merkel, una delle più importanti figure politiche del mondo, “culona inchiavabile”. Insomma: «Meno male che non è stata qui, perché sennò .... mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una troia così .... vabbè cancellata». Tarantini: «E vabbè».
Ma merce femminile chiavabile se ne trova sempre. Il sig. Tarantini ne fornisce continuamente all'utilizzatore finale, in cambio di promesse per tornaconti in Finmeccanica, nella Protezione civile e negli appalti nel settore dell’energia e per L'Aquila, e infine naturalmente.. qualche incarico parlamentare. E gli dice:«Ma lei Presidente mi deve spiegare una cosa, ma alle donne lei cosa fa?». B: «Come cosa faccio, ehehh». T: «In tanti anni di amici, di frequentazioni che ho fatto, non ho mai visto uno che fa impazzire così tanto le donne, ma veramente... ».
Dopo 2 mesi di forniture, Berlusconi lo chiama al telefono il 13 novembre: «Sono in macchina con il sottosegretario Bertolaso, te lo passerei così vi metterete d’accordo direttamente»... Eccetera, eccetera. 

giovedì 15 settembre 2011

Manovra dannosa per le donne e inutile per tutti perché recessiva

Poche parole, ma chiare, bastano a definire una manovra con poche idee, ma pessime.
Ieri, durante il voto alla Camera, piccolo blitz di Se non ora quando per trasmettere il concetto: un tentativo di volantinaggio da parte di alcune deputate - prontamente stroncato dai commessi - il cui scopo era più che altro giungere a far uscire un'eco del loro dissenso.
E come concordare con una manovra simile, che nemmeno sfiora i carrozzoni delinquenziali della malapolitica ma carica ulteriormente un mulo in agonia?
CAMBIERANNO ancora, e solo in peggio, i nostri stili di vita; mentre sempre più aumenta il carico sulle spalle delle donne.
Non possiamo non essere d'accordo con la Marcegaglia che dice: "non c'è nulla per tornare a crescere"; e qualcosa ci dice che anche i suoi commercialisti le avranno spiegato quello che un valente commercialista mio amico ha spiegato a me:
questa manovra è peggio che dannosa. E' messa a punto da "delinquenti professionisti" (parole sue).
Perché? perché tra le pieghe non solo spinge all'evasione, ma dà molti spunti per evadere legalmente, attraverso mille escamotage che solo i commercialisti più esperti conoscono e sanno intuire al volo: specie le batterie di commercialisti delle grandi società che davvero potrebbero fare la differenza.
Tra le pieghe, le piaghe.

mercoledì 31 agosto 2011

Ma la violenza non è mai educativa

Sul Corriere di oggi Fulvio Scaparro scrive: "ma la violenza non è mai educativa; resto dell'opinione che sberle e botte siano umilianti per chi le riceve e anche per chi le dà. So bene quanto sia impopolare la proposta di vietare per legge le punizioni corporali in ambito familiare (..). Quando ho chiesto di adeguardci alla legislazione di molti Paesi europei e di sanzionare per legge le punizioni corporali sui bambini ad opera dei loro genitori ho ricevuto non poche proteste vibrate, per usare un eufemismo (..). Non è facile far passare l'idea che le scorciatoie educative umilianti e violente non hanno nulla a che fare con l'educazione (..) ma un segnale simbolicamente forte bisognerà pur darlo", si tratterebbe di un provvedimento legislativo "in linea con la Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia".
E, io aggiungerei, anche con il parere e gli obiettivi di molto autorevoli studiosi ed operatori.
Lo spunto nasce dall'arresto di un italiano a Stoccolma, che in pubblico ha ritenuto "normale" schiaffeggiare il figlio, ed è stato prontamente arrestato. Può anche darsi sia stato un errore per eccesso (un'esagerazione), ma non vedo per quale partito preso dovrebbe essere così. 
Ne è certo il sito de Ilgiornale.it, che sentenzia che il peccato commesso sia di sicuro solo uno "scapaccione". Fra i commenti dei lettori ho trovato questi: 
Una vena razzistica attraversa entrambi, ma mentre il primo si esprime decisamente contro ogni violenza, il SECONDO chiarisce bene che il maschio di razza:
1. in Svezia ci deve andare "per le svedesi",  non certo per imparare qualcosa (sottinteso "scoparsele", mica per scambi culturali).
2. ma se a casa sua la Svezia intende applicare delle leggi così svergognatamente anti-maschio di razza-padre/padrone, sarebbe bene che la nostra Italietta prendesse le adeguate misure del caso. E insomma! a tutto c'è un limite.

mercoledì 27 luglio 2011

Uno dopo l’altro i centri antiviolenza chiudono nell’indifferenza di istituzioni e media

Ministra Mara Carfagna, risponda
che fine hanno fatto il Piano Nazionale contro la violenza di genere e soprattutto i 18 milioni di euro di stanziamento che il Ministero delle Pari Opportunità doveva redistribuire sul territorio nazionale?
Come ampiamente previsto lo scorso novembre dall’Associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza), uno dopo l’altro i centri antiviolenza italiani chiudono i battenti, soffocati dai debiti non solo per i tagli scellerati, ma anche per il mancato conferimento di finanziamenti già stanziati.
Violenza domestica, stupri e altri delitti di genere sono in continuo aumento in tutta Europa, tanto che il Parlamento Europeo ha dato chiare direttive agli Stati Membri di sostenere le Ong antiviolenza attive sul territorio.
Lungi dal potenziare alcunché, il Governo e gli Enti locali italiani rispondono con il sistematico smantellamento del sistema già insufficiente dei servizi sociali.
Tra non molto le donne che subiscono violenza, e quelle che per anni hanno subito maltrattamenti, violenze psicologiche, economiche e vessazioni, non avranno nessun sostegno, né psicologico né legale, nessuna possibilità di recupero in un Paese che non ritiene necessaria l’esistenza dei centri antiviolenza. Un Paese in cui, con cadenza cronometrica, la violenza di genere causa l’assassinio di almeno una donna ogni 3 giorni.