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mercoledì 4 gennaio 2012

La RETE DELLE RETI DELLE DONNE: un contributo alla formazione del cervello collettivo femminile

Care amiche di tutta italia,
invitiamo quelle che di voi che ne hanno la possibilità a partecipare a un incontro per confrontarci su come promuovere una RETE DELLE RETI delle donne. La riunione si terrà a Roma, il 28 gennaio 2012, alla Federazione Nazionale della Stampa; C.so Vittorio Emanuele II, 349  Roma. Dalle h. 10,30 alle 17,30.  Qui l'EVENTO fb con l'invito.

domenica 25 settembre 2011

Diciamo cosa sono le pagine FALSE che proliferano su facebook contro le donne

Sono numerosissime su Facebook (solo quelle in italiano sono molte centinaia) le pagine di bullismo sessista. Fra queste fanno una parte del leone le pagine false CONTRO LE DONNE: pagine che (travestite con immagini femminili o innocue) istigano all'odio fra i sessi e alla violenza, invocando la chiusura dei centri antiviolenza e antipedofilia.
Ma ecco, recentemente è apparsa una pagina istituzionale del social network che si impegna a combattere il bullismo, e che invita a partecipare attivamente. Si chiama STOP BULLYING: SPEAK UP. E allora parliamo! diciamo cosa sono le pagine violente contro le donne. Ci ascolteranno?? 
E per capire di cosa parliamo riproponiamo una nota pubblicata proprio su Fb dalle Donne ultraviolette, molto utile in quanto semplice e chiara:
Queste pagine vengono create ad arte per precise ragioni commerciali e politiche; ma quasi NESSUNO (escluse le stesse vittime ridotte al silenzio) ne parla mai, come fosse una cosetta ininfluente: un battibecco fra poche donnette. Il che è un'opinione da mini cervelletti.
Vogliamo invece vedere di COSA SI TRATTA davvero?
Questo fenomeno è in realtà l'efficiente strategia attuata da una società informatica oggi proprietaria di molte centinaia di pagine misogine, fra cui le numerose repliche FALSE ottenute clonando con sistematicità le pagine femminili di proprietà altrui. Il processo avviene come segue: 
1. individuata una nuova pagina femminile, un incaricato di questa società si appropria della sua immagine (e nome) e apre una pagina identica. L'originale, essendo una "causa" non profit, al contrario delle pagine aziendali non ha praticamente opzioni per difendersi su fb;
2. se gli amministratori della pagina originale sono riconoscibili, in genere vengono bombardati con segnalazioni di massa (effettuate da pletore di profili falsi appositamente creati); e lo stesso avviene alle pagine fb ORIGINALI che si vuole colpire: il risultato è che molto spesso fb procede alla CANCELLAZIONE delle pagine originali e a bannare i loro legittimi amministratori;
3. la pagina clone prosegue indisturbata: all'inizio pubblica una marea di stupidaggini "carine" (canzoni, fumetti, cuccioli e babbi natali). Poi, quando ha raggiunto un certo numero di fan, attacca con la campagna di odio contro le donne e propaganda "anti-nazifemminismo". In genere viene riempita di contenuti redatti una volta sola, a loro volta replicati in automatico (e a rotazione) su tutte le altre pagine clonate, grazie a un software apposito. E infatti le pagine false sono praticamente tutte UGUALI, dunque NON costano alcun lavoro a chi ne sforna all'infinito, impossessandosi del nome e dell'immagine di quelle originali.
E tutto questo a COSA SERVE? Chiederete voi.
OTTIMA DOMANDA. Serve a moltissimo, sul piano commerciale e su quello politico. 

1. in primis (e questo è lo scopo COMMERCIALE) tutte queste pages potenziano l'impatto pubblicitario della società informatica proprietaria (che è a scopo di lucro, mica pettina bambole come NOI).
Questo grazie all'abnorme aumento dei numero dei "click" ottenuti dalle sue pagine replicate, che si continuano a pubblicizzare a vicenda rimbalzando su fb infiniti appelli a cliccare l'ultimo clone appena nato.
La gente su fb - si sa, è distratta: molto spesso le basta vedere un bel titolo, che esprime un ideale, per cliccare una pagina, e poi nemmeno si accorge se quella propugna esattamente il CONTRARIO di ciò che enuncia. E in tal modo i nuovi 'fan' diventano rapidamente MOLTO più numerosi di quelli delle pagine originali.

2. in secundis (ma questo scopo è di gran lunga più importante sul piano POLITICO) tali pages attuano e diffondono una martellante propaganda contro le conquiste delle donne e CONTRARIA agli scopi originali delle pagine clonate, che sono tutte per la parità fra i generi e i DIRITTI di donne e bambini.
Nel fare questo propugnano contenuti creati ad arte per sostenere la tesi che tutti i centri antiviolenza e antipedofilia vadano CHIUSI.
E perché? (O bella! ma perché violenza e pedofilia alimentano lucrosi business, non lo sapevate? ndr; ma secondo le pagine suddette la ragione è un'altra:) perché la violenza contro le donne e gli abusi contro i bambini sarebbero "problemi gonfiati dalle nazifemministe", che servono solo a creare "false accuse" per ricattare e con cui rovinare poveri uomini innocenti.

E facciamo notare che l'attuale Governo da anni sta perseguendo proprio QUESTA politica, tagliando fondi con la mannaia a consultori e centri antiviolenza. Fino, nel 2010, ad AZZERARE perfino una delle attività più storiche e preziose: quelle del telefono CONTRO LA TRATTA DELLE SCHIAVE.
Non so, giudicate voi.

You judge. Intanto vi invitiamo a:
1. NON CLICCARE la pagina falsa che ha rubato l'immagine della VERA PAGINA fb delle Donne ultraviolette, clonandola, e che si TROVA QUI: FALSA PAGINA DONNE ULTRAVIOLETTE. Una pagina che, alternando contenuti falsamente scherzosi promuove vero odio fra i sessi.  
2. stare MOLTO ATTENTI a cosa cliccate in generale;
3. CONTROLLARE le pagine che avete cliccato fino ad oggi, TOGLIENDOVI prontamente dalle pagine false:
4. nel fare questo, a tenere presente che APPENA si parla di loro, le pagine fake si auto-oscurano, SCOMPARENDO da fb provvisoriamente, o CAMBIANO velocemente i contenuti per camuffarsi, intasando di cose carine e inoffensive, in attesa che si calmi l'attenzione su di loro;
3. NON fare l'errore di entrare nelle pagine false per criticarle: verrete immediatamente bannati e sarete soggetti anche voi a segnalazioni volte a danneggiarvi.

Infine non credete a chi semina idee tipo che queste pagine "le fa il Vaticano" per ragioni ideologiche: è l'ennesima PANZANA, certamente verosimile - ma che essendo falsa NON aiuta.

E dato che quello che aiuta è SAPERNE di più, ecco alcuni link per approfondire:
• Come costoro INGANNANO la buona fede delle persone per indurle a danneggiare le pagine originali:
• Come agiscono a livello di massa i CONTENUTI promossi dalla pagine fake.


sabato 21 maggio 2011

Pisapia, la Moschea e gli incantesimi

Qualcuno lo spieghi, a quanti stanno cavalcando contro il candidato sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, lo spauracchio Moschea (e a chi li ascolta), che:
1. i numerosi mussulmani immigrati cercano (ovviamente) luoghi di aggregazione > ERGO
2. se la loro possibilità di aggregarsi in base alla religione è frustrata, sorgono decine di "moschee" clandestine > ERGO
3. se un pericolo esiste, nasce proprio da questa clandestinità che fa di tutte queste situazioni irregolari (e nate da una ingiustizia), il luogo migliore perché attecchiscano eventuali focolai di "islamismo" estremo.
Morale, quella che è davvero "pericolosa" è la folle chiusura della Giunta attuale, che fomenta l'insorgere di rischi perfettamente evitabili.
Viceversa, un Centro Culturale Mussulmano, con i suoi spazi religiosi, regolare e trasparente, gestito in collaborazione con le Istituzioni, è semmai una GARANZIA di maggiore sicurezza.
E che dunque, non solo è dovuto, per tutelare la libertà di culto, ma è voluto ANCHE nella consapevolezza che è il mondo migliore per prevenire eventuali rischi di strumentalizzazione della religione a fini politici da parte di frange estremiste.
Da: Donne ultraviolette

E aggiungiamo pure qualcosa che le Donne ultraviolette non dicono (ma Pisapia si), e cioè che la Giunta Moratti AVEVA GIA' FIRMATO i permessi per la costruzione della Moschea a Milano: dunque la sua 'folle chiusura' è (anch'essa) pura propaganda.
Detto questo... La cosiddetta "macchina del fango" sta andando talmente a tutta birra, che il povero Pisapia è stato perfino paragonato a una sorta di 'anticristo'... Ma.. che succede? la sensazione è che il fango non attacchi più. Sempre su facebook, abbiamo visto un commento significativo: "penso che stiamo assistendo tutti a un'insperata magia: si è ROTTO d'incanto l'INCANTO DELLA PROPAGANDA. Non funziona più, basta, finito... è come se il piffero magico si fosse incrinato e la cosa imbarazzante è che (mentre soffiano disperati sulla brace morente delle paure) i berlusconiani riconoscono un solo errore: "abbiamo sbagliato la comunicazione". E' per questo che il formaggino al manico di ombrello non si vende più! non perché fa schifo e comincia a nauseare.!".

mercoledì 19 gennaio 2011

Futuro sindaco di Milano: le lettere delle donne. Tutto l'epistolario e...

Insomma, NON SI PUO' DIRE che Giuliano Pisapia, candidato Sindaco per Milano del Centrosinistra, NON ABBIA RISPOSTO alle donne. Sarà per quel suo mite fascinaccio, ma di lettere dalle donne ne ha ricevute parecchie, e ora in questo post ve ne vogliamo render conto, dalla prima all'ultima, che è di questi giorni (la trovate in fondo al post). Ma va anche detto che le donne NON sono ancora soddisfatte..

E va anche detto che, dato che chi sarà eletto dovrà essere Sindaco di TUTTI i milanesi, e non solo di quelli di "destra" o di "sinistra", a questo punto queste lettere, suggeriamo di leggerle anche ai CANDIDATI DELLA DESTRA. ...
Non credete che dovrebbero rispondere anche loro, e precisamente, a tutte le questioni poste? Eh, si eh, ci piaccia o no, le donne sono di tutte le parti politiche, e comunque sono libere di cambiare idea e area politica; dunque DA TUTTI aspettano risposte.
Anche a DESTRA, perciò, grazie per non far finta di niente. Da qui potete prendere qualche ispirazione per dare qualche risposta seria (se ne avete) pure voi.
Per ricapitolare, ecco qua, il fitto epistolario tenutosi da settembre ad oggi:

IL 22 SETTEMBRE: Lorella Zanardo pubblica una "lettera" di Giuliano Pisapia (allora candidato alle Primarie della sinistra, e ora candidato sindaco):
"(..) voglio, soprattutto, essere io a fare a voi una richiesta. (..) Una delle risposte che mi interessa di più è quella dalle donne. Innanzitutto, invito una donna a candidarsi alle primarie per la scelta del prossimo sindaco di Milano. Per quanto riguarda la mia candidatura, vi dico solo 3 idee che già certe: 1. vorrei che il ruolo di direttore generale e assessorati strategici, magari cominciando da quello al bilancio, fossero nelle mani di una donna e vorrei rompere la consuetudine per cui alle donne vengono riservati settori considerati tradizionalmente femminili, come l’assistenza; 2. vorrei che dai muri di Milano sparissero da ogni spazio pubblico le immagini che Lorella Zanardo raccoglie nel suo docufilm e che sollevano vergogna in tutti noi; 3. vorrei che la nostra diventasse una città più laica, aprendo ad esempio al registro delle coppie di fatto, dove a ognuno sia possibile vivere secondo il modello scelto, con l’unico limite del rispetto per gli altri. Ma bisogna fare, molto di più. Serve lavorare sulla cultura, quindi corsi nelle scuole; sui tempi della città, affinché si armonizzino con la vita; sulla stessa concezione del lavoro, perché deve essere premiato il merito, non la quantità di tempo che si passa in ufficio. E affrontare le questioni di genere, in maniera non retorica e rituale, perché Letizia Moratti ci ha dato la prova che NON basta essere una donna per lavorare nell’interesse delle donne. E io sono convinto che la città ideale delle donne sia in realtà la città ideale per tutti. Vi chiedo di aiutarmi con idee, proposte, contributi, a realizzare quella rivoluzione che davvero cambierebbe la qualità della vita di tutti noi. Insieme" Grazie, Giuliano Pisapia. ...
Ma, al momento, Pisapia non aveva ancora vinto le primarie e non era candidato Sindaco. A tutti i pre/candidati arriva un'altra lettera, inviata DALLE DONNE:

IL 6 NOVEMBRE: lettera di donne milanesi pubblicata da Donne Ultraviolette/UNO, e rilanciata il 5 dicembre da Donne Ultraviolette/DUE:
"Cari candidati alle primarie del centrosinistra per l'elezione a Sindaco di Milano, riguardo alla rappresentanza femminile ci siamo interrogate, pensiamo tutte, senza eccezioni, sulla strana anomalia per cui il Centrosinistra abbia espresso ben 4 candidati a sindaco, ma nemmeno una donna... e ci siamo chieste: ma allora, non esistono donne di valore, donne che valga la pena di candidare? che esistano non abbiamo dubbi, ma allora perché non si candidano? forse nessuno le sollecita? o forse qualcuna è stata sollecitata, ma tutte dicono sempre di no? Al momento di mettere sul piatto i nomi che noi avremmo proposto, ci siamo rese conto che la rimozione sulle figure femminili, sul loro valore e i contributi che potrebbero dare, è fortissima fra le donne stesse. Però, come tutte le rimozioni, ponendoci il problema ci siamo snebbiate e nomi ce ne sono venuti in mente tanti. Ma non siamo piantagrane: i candidati maschi sono persone degnissime e, anche se all'inizio di questa riflessione ci sarebbe stato tutto il tempo per farlo, abbiamo escluso di complicare mettendo in campo un quinto candidato. Ora abbiamo una richiesta da fare a voi, candidati sindaci tutti e 4 maschi:
vi chiediamo di voler garantire, fin d'ora, che il vicesindaco designato sarà una donna. Chiediamo inoltre di confermare in via definitiva quali percentuali ciascuno di voi pensa di poter garantire alla rappresentanza femminile, sia nelle designazioni dei nomi per le liste elettorali, sia nella composizione della Giunta. Con questo non chiediamo generiche rassicurazioni a favore di questa idea (che diversi di voi hanno già dato a parole), ma di valutare questa proposta, dicendo apertamente se l'accettate o no, e, se l'accettate, mettere in chiaro il nome della persona da voi individuata, e che vi abbia dato la propria disponibilità, impegnandovi fin d'ora a sostenerla per questo ruolo. Ci rendiamo conto che per varie ragioni tale nome potrebbe poi cambiare, e in tal caso chiediamo la garanzia che all'elettorato sia reso conto trasparentemente del dibattito relativo. Ovviamente, chiediamo risposta entro le primarie, in modo di darci l'occasione di valutarvi prima.
E perché vogliamo vedere, a fianco del Sindaco di Milano, una vicesindaco donna? Forse è troppo lungo rispondere, ma ne sentiamo un profondo bisogno. Vorremmo invece sorvolare sui molti discorsi per cui "meglio un sindaco decente uomo che una sindachessa donna, ma che fa danni", eccetera. Abbiamo fiducia, infatti, che ciascuno di voi saprà scegliere una persona degnissima. Grazie per una risposta precisa in tempo utile".

L'8 NOVEMBRE: risposte immediate da parte di Giuliano Pisapia:
A QUESTO LINK anche la risposta scritta. Qui alcuni estratti:
"In questi giorni ho ricevuto da moltissime di voi mail e messaggi che mi domandano quali politiche e azioni a favore delle donne vorrei adottare se diventassi sindaco di Milano. Con questo messaggio voglio rispondervi e anche chiedervi di contribuire con le vostre proposte (..)
Care amiche, il centrodestra ci consegna una città frantumata in mille egoismi e ingiustizie, dove le istanze delle donne, dei giovani, dei nuovi cittadini e dei più vulnerabili non trovano risposte adeguate (..) Voi potete fare molto per questa città, e la politica ha il dovere di fare molto per voi. Tante mi hanno chiesto se nominerò un vicesindaco donna. Potrebbe succedere, anche se non penso affatto che possa bastare: occorre la volontà di un vero cambiamento. (..). C'è poi un'emergenza a cui dare risposte concrete: le donne presentano un rischio di povertà doppio rispetto agli uomini, condizione resa oggi ancor più critica nell'attuale contesto di crisi dell’economia e del lavoro. (..). In conclusione spero che, potendo contare sulla capacità, volontà e creatività delle donne milanesi, si possa costruire una Milano davvero al femminile, garanzia di una Milano per tutti"
Grazie, Giuliano Pisapia.

27 DICEMBRE: Lettera dalle associazioni "Di Nuovo", "Usciamo dal Silenzio", "Libera università delle donne", "Amiche di ABCD", "Donne in Quota", "Fondazione Badaracco studi e documentazione donne", "ArciLesbica Milano". La trovate a QUESTO LINK, e anche a questo POST. Qui alcuni estratti:
(...) E’ necessario chiedere alle donne cosa vogliono... Di solito si affronta la domanda posta dalle donne come se in casa si dovesse riparare una piccola perdita d’acqua. E se invece fossero da cambiare tutte le tubature? (..) proprio perché pensiamo fondamentale “ cambiare le tubature” (poniamo 2 questioni):
1. La presenza di donne nella composizione delle liste elettorali e nelle posizioni decisionali a livello di giunta (...) perchè si affermi una visione meno limitata e meno arrogante della realtà.
2. L’attenzione alla qualità della vita quotidiana (che) si esprime in indicatori non solo monetari, quelli del Pil per intenderci, ma anche concreti come la salute, intellettuali come l’istruzione, giuridici come i diritti (..). In questa chiave intendiamo il bilancio di genere, (...) perché ciò che non si misura non si può cambiare. (per adesioni:ledonneapisapia@gmail.com). Altra risposta immediata da Giuliano Pisapia. La trovate a questo LINK.

10 GENNAIO: Lettera aperta, di nuovo da "donne milanesi", tra cui Marina Terragni e Lorella Zanardo, Luisa Muraro, Lilli Rampello, Ritanna Armeni, Lella Costa, Cini Boeri, Silvana La Spina, Anna Paola Concia, Lidia Ravera, Silvia Vegetti Finzi, Anna Soru, Bianca Pitzorno, Ginevra Bompiani, Maria Mulas. La trovate QUI, e anche a questo LINK. Qui un estratto:
"Le donne non sono una “questione”, né un problema sociale, né una minoranza da tutelare, ma la maggioranza della popolazione italiana. Se vi è una 'questione' nel nostro Paese è quella di una 'politica' caparbiamente maschile e perciò parziale, oltre che sempre più scadente, a fronte di una società sempre più femminile. Come osservano analisti nazionali e internazionali, tenere fuori le donne dai luoghi di decisione costituisce il principale freno allo sviluppo complessivo del nostro Paese. Le donne sono già protagoniste del cambiamento di cui anche Milano ha bisogno, portatrici di quel desiderio di cui il rapporto Censis segnala la mancanza. A Giuliano Pisapia chiediamo un tavolo 'zero' della sua Officina: non sulle donne, ma sulla questione della politica maschile, per individuare strumenti e azioni atti a garantire a ogni livello quel “DOPPIO SGUARDO” necessario a una città più felice". Concetti che erano già stati ben introdotti anche dall'incontro tenutosi il 3 ottobre fra centinaia di donne, a Milano, e che vedete qui:


19 GENNAIO: Un primo epilogo. Ma un'ultima risposta di Giulano, NON è stata molto apprezzata: quella ai concetti espressi nella lettera sul "DOPPIO SGUARDO"...

“Innanzitutto ringrazio le molte donne (..) proprio in seguito a queste riflessioni è stato modificato il quadro dei sottotemi da discutere nelle Officine per la Città. E’ stato eliminato lo specifico riferimento “ai diritti delle Donne” e si è proposto un criterio generale di lavoro per tutta l’Officina..". La trovate per intero al commento del 19 gennaio, h. 10,45, a QUESTO POST.

C'era aria di idillio, ma ora si profila un'aria di maretta. Forse. Chissà.

Continua...