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mercoledì 7 dicembre 2011

Manifestazione nazionale "Se non ora quando": 3 domande da porre dal palco

Chiediamo alle amiche di 'Se non ora quando' di portare, sul palco dell'11 dicembre, 3 precise domande (messe sul piatto da Donne per Milano), che riguardano le misure della manovra Monti, e che sono volte a trovare altre risorse per alleviare la mazzata sui più deboli, a partire da pensionati e donne. Chiediamo di farle a nome di tutte noi e di sollecitare PRECISE risposte da parte del Governo:
1. spese militari
riduzione delle spese militari. Se la spesa bellica (decisamente abnorme per decisioni sciagurate dell'ultimo Ministro Larussa) non si tocca, vogliamo SPIEGAZIONI.

2. Ici equa
a Ballarò i Ministri di Monti hanno detto che non è affatto esclusa l'idea di applicare l'Ici ai beni commerciali della Chiesa: chiediamo un impegno trasparente su questo tema.

3. privilegi ai politici
chiediamo trasparenza e retromarcia subito. Chiediamo sia reso pubblico il CALCOLO preciso della cifra annuale che lo Stato risparmierebbe abolendo immediatamente i vitalizi e altri privilegi. Sull'obiezione che non si possa fare un'azione retroattiva, ricordiamo che anche i pensionati (convinti da sempre di andare in pensione a una certa età), a causa di un provvedimento "retroattivo" sui patti precedenti, devono cambiare completamente i propri progetti e prospettive. L'emergenza richiede deroghe che se toccano i pensionati devono toccare anche gli eletti. Inoltre NON pare affatto incostituzionale abolire, da SUBITO, privilegi incostituzionali. Vogliamo risposte.

Sul blog ufficiale Snoq compare un post che si intitola
"Se non ora quando torna in piazza: proposte per un'Italia da (ri)costruire"
Concordiamo con ogni parola, ma queste proposte sono più enunciazioni di principio: noi caldeggiamo che siano integrate con domande precise e circostanziate che sono già, in sè, anche delle proposte.
Grazie! care amiche, se lo vorrete fare, dando voce a un'esigenza che sentiamo in tantissime.

mercoledì 16 novembre 2011

Care donne vi scrivo: una lettera alle donne dal Comitato Nazionale "Se non ora quando"

Care donne vi scrivo: il Comitato Nazionale "Se non ora quando" scrive una lettera alle donne invitando a una grande mobilitazione per l'11 dicembre 2011. 
Anzi l'invito ce lo canta anche. Qui la lettera:
"Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta. Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango.
Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con “una forza” è ora che facciano i conti. Tutti.
Siamo una forza, per quante siamo e per come siamo. Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana.
Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine. In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro, perché non può tirarsi indietro chi regge questo paese sulle proprie spalle. Le donne non possono mancare per ridare all’Italia la dignità che ha perso, per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa. Perché vogliamo restare in Europa e lavorare per un suo reale governo politico. Ma soprattutto non possono mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini. Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse.
E anche così dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università. Tutto. E che nessuno ci venga a dire che questo non è il momento.
Per anni abbiamo votato una rappresentanza irregolare, composta da una maggioranza schiacciante di uomini. Abbiamo votato in cambio di niente, infatti questo paese non ci somiglia, non ci racconta. Ma adesso basta. Adesso, attenti: una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto, più vero. I partiti indifferenti perderanno il nostro voto. E voi uomini, che ci siete stati amici, che ci avete seguiti nelle piazze del 13 Febbraio, credetelo: la nostra forza è anche la vostra. E’ per un bene comune che stiamo lottando. Un Paese senza la voce delle donne è un paese che va a finir male, verso una società triste e lenta, ingiusta, immobile, volgare e bugiarda. Bisogni e desideri delle donne possono già essere un buon programma di governo. Sappiamo più degli uomini quanto oggi sia difficile vivere, difficile lavorare, mettere al mondo figli, educare, difficile essere giovani, difficile essere vecchi. Le nostre competenze non le abbiamo guadagnate solo sui libri, ma anche dalla faticosa e spesso terribile bellezza della vita delle donne. La nostra storia ci insegna che non serve lamentarsi. Non ci basta più quella specie di società equilibrista e funambola che abbiamo inventato, in completa assenza dello Stato, per poter vivere decentemente e far vivere decentemente. La società civile è più donne che uomini.
E’ ora di cambiare, cittadine". 
Firmato: Comitato promotore nazionale SNOQ

venerdì 30 settembre 2011

1 ottobre: l'UDI invita le donne a fare il punto

Sabato 1 ottobre 2011, appuntamento a Roma, presso sede nazionale dell’UDI, dalle h. 11,00  alle 16,00, per discutere della proposta lanciata nelle giornate Se non ora quando di Siena (9/10 luglio 2011), per costruire una rete permanente in tutta Italia.
Il giorno successivo, 2 ottobre, sarà la Giornata Mondiale della Non-violenza: una ricorrenza per ovvie ragioni cara alle donne, e che il movimento delle donne dovrebbe fare propria a pieno titolo.

giovedì 15 settembre 2011

Manovra dannosa per le donne e inutile per tutti perché recessiva

Poche parole, ma chiare, bastano a definire una manovra con poche idee, ma pessime.
Ieri, durante il voto alla Camera, piccolo blitz di Se non ora quando per trasmettere il concetto: un tentativo di volantinaggio da parte di alcune deputate - prontamente stroncato dai commessi - il cui scopo era più che altro giungere a far uscire un'eco del loro dissenso.
E come concordare con una manovra simile, che nemmeno sfiora i carrozzoni delinquenziali della malapolitica ma carica ulteriormente un mulo in agonia?
CAMBIERANNO ancora, e solo in peggio, i nostri stili di vita; mentre sempre più aumenta il carico sulle spalle delle donne.
Non possiamo non essere d'accordo con la Marcegaglia che dice: "non c'è nulla per tornare a crescere"; e qualcosa ci dice che anche i suoi commercialisti le avranno spiegato quello che un valente commercialista mio amico ha spiegato a me:
questa manovra è peggio che dannosa. E' messa a punto da "delinquenti professionisti" (parole sue).
Perché? perché tra le pieghe non solo spinge all'evasione, ma dà molti spunti per evadere legalmente, attraverso mille escamotage che solo i commercialisti più esperti conoscono e sanno intuire al volo: specie le batterie di commercialisti delle grandi società che davvero potrebbero fare la differenza.
Tra le pieghe, le piaghe.

martedì 28 giugno 2011

Vieni a Siena. Se non ora, quando?

Che c'era tanta strada ancora da fare l'avevamo detto.. facciamo anche questa: andiamo a Siena.
Il 9 e il 10 luglio appuntamento alle donne di se non ora quando da tutta Italia: per fare il punto, conoscersi e confrontarsi.
Sul blog dedicato all'evento, che trovate QUI, info organizzative per il viaggio, sistemazioni eccetera.

domenica 26 giugno 2011

Napoli: appello delle donne. Associazioni ambientaliste, cittadini, Comuni solidali: rispondete

Un appello ufficiale NON è ancora partito. Ma su fb le donne di tutta Italia si consultano freneticamente alla ricerca di strategie con cui venire in soccorso alla città di Napoli, contro l'assedio a colpi di rifiuti a cui la sta sottoponendo la CAMORRA. Un assedio che si fa sempre più stretto, in attesa che anche il nuovo sindaco (come tutti hanno SEMPRE dovuto fare), si decida a VENIRE A PATTI pure lui.
E l'idea che sta emergendo non è stupida: iniettare nella cittadinanza gli ANTICORPI della fiducia, attraverso azioni sinergiche che, partendo dal basso, si incontrino con le misure delle istituzioni.
Sembra oscuro, e invece è chiarissimo
La proposta delle donne, molto SIMBOLICAMENTE, parte da una pagina del NORD: la pagina "Donne per Milano". Queste, lungi dal gridare contro le colleghe terrone, si precipitano a consultarsi con loro, mettendosi a disposizione. Loro sanno che l'odio nord/sud è una vecchia arma del divide et impera. E chi vuole imperare in Italia? La mafia. 
E contro questi poteri propongono così una vecchia metafora, in cui il pistolero che sa di poter uccidere il leone con la pistola è la camorra che tiene le sue armi puntate contro le istituzioni. Ma se saranno le FORMICHE ad attaccarlo, sarà lui a non avere scampo
Per riassumere, le donne si rivolgono a molti interlocutori, a tutto tondo, chiedendo:
1. CARE ASSOCIAZIONI: lanciate per favore una giornata nazionale "Puliamo Napoli", una grande giornata del volontariato, in concerto con il Comune di Napoli
2. CARA STAMPA (indipendente): per favore lancia e sostieni una grande campagna di informazione e di sostegno militante alla battaglia di Napoli contro i rifiuti, cioè (al momento) alla madre di tutte le battaglie dei cittadini contro le mafie
3. CARI ITALIANI, accorriamo con ramazza e crestina a dare una mano ai nostri fratelli napoletani
4. CARI COMUNI virtuosi e non conniventi, aderite INVIANDO per qualche giorno i vostri mezzi ad aiutare
5. CARE AMSA delle città democratiche del Centro e del Nord: dite QUANTE tonnellate di monnezza sareste disposte ad accollarvi per alleviare la sofferenza di Napoli, e ATTIVATEVI per accoglierle
6. CARI NAPOLETANI, sentite tutto il nostro calore e iniziate ad avere assoluta fiducia nel VOSTRO potere di sfuggire alle maglie della camorra: RIBELLATEVI, organizzatevi, sostenete il vostro nuovo sindaco.
7. CARI TUTTI, facciamo tesoro di questa terribile esperienza per CAMBIARE da subito mentalità e stili di vita, per sconfiggere l'ignoranza, per sprecare MENO, per riciclare TUTTO. 
Bene.. voi avete idee migliori? Noi NO.