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giovedì 14 febbraio 2013

Oggi! danza contro la violenza! tutto il mondo si sollevi: per Reewa e per tutte le altre

Qui il riepilogo di tutti gli appuntamenti in Italia. Cercate la vostra città, e ritroviamoci tutti insieme per le strade a dire basta, una volta per tutte: inizi la battaglia comune di uomini e donne.
Con un pensiero alla giovane Reewa Steenkamp: uccisa oggi dal suo fidanzato - insieme alla tante altre di cui non sapremo mai il nome! Il suo lo sappiamo: perché entrambi erano famosi. Il suo dolcissimo viso biondo resterà simbolo del femminicidio che, proprio nella giornata della sollevazione mondiale, viene a dirci che non si vuole arrestare. E allora noi danzeremo più forte.

lunedì 30 aprile 2012

E invece si chiama proprio FEMMINICIDIO

Scrive oggi un'autorevole opinionista del Corriere: "ma non chiamateli più femminicidi". E dimostra così (purtroppo), di non essersi mai occupata di questo argomento. Ci abbiamo messo tanto, signora Fedrigotti, a conquistarci questo termine e - finalmente! il riconoscimento del suo esclusivo significato. Che si teorizzi, addirittura, che utilizzarlo al posto di "omicidio" potrebbe fare apparire questi delitti "meno gravi" delle "normali" uccisioni richiede un chiarimento: si chiamano FEMMINICIDI. Sono le uccisioni di donne in quanto tali e in quanto tali considerate da alcuni proprietà personale. "Le parole contano, ed è pericoloso usarle con leggerezza perché possono modificare la percezione", scrive nel suoi trafiletto la signora Bossi Fedrigotti; e ha ragione. Proprio perché le parole sono importanti, non toccate la parola FEMMINICIDIO.

mercoledì 27 luglio 2011

Uno dopo l’altro i centri antiviolenza chiudono nell’indifferenza di istituzioni e media

Ministra Mara Carfagna, risponda
che fine hanno fatto il Piano Nazionale contro la violenza di genere e soprattutto i 18 milioni di euro di stanziamento che il Ministero delle Pari Opportunità doveva redistribuire sul territorio nazionale?
Come ampiamente previsto lo scorso novembre dall’Associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza), uno dopo l’altro i centri antiviolenza italiani chiudono i battenti, soffocati dai debiti non solo per i tagli scellerati, ma anche per il mancato conferimento di finanziamenti già stanziati.
Violenza domestica, stupri e altri delitti di genere sono in continuo aumento in tutta Europa, tanto che il Parlamento Europeo ha dato chiare direttive agli Stati Membri di sostenere le Ong antiviolenza attive sul territorio.
Lungi dal potenziare alcunché, il Governo e gli Enti locali italiani rispondono con il sistematico smantellamento del sistema già insufficiente dei servizi sociali.
Tra non molto le donne che subiscono violenza, e quelle che per anni hanno subito maltrattamenti, violenze psicologiche, economiche e vessazioni, non avranno nessun sostegno, né psicologico né legale, nessuna possibilità di recupero in un Paese che non ritiene necessaria l’esistenza dei centri antiviolenza. Un Paese in cui, con cadenza cronometrica, la violenza di genere causa l’assassinio di almeno una donna ogni 3 giorni.