martedì 20 dicembre 2011

Il corpo delle donne e la violenza

Il CORPO DELLA DONNA sempre oggetto di abuso e di violenza:


Il CORPO COLLETTIVO delle donne, che da sempre si oppone alla violenza:


giovedì 15 dicembre 2011

Cambiare la politica: le donne possono farlo

Un contributo per "Se non ora quando": quale politica vogliamo?



E per spiegarci meglio: che tipo di politica, ci interessa davvero?


Noi ci crediamo: crediamo anche che proprio le donne, come soggetto politico, collettivamente, possano farlo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Manifestazione nazionale "Se non ora quando": 3 domande da porre dal palco

Chiediamo alle amiche di 'Se non ora quando' di portare, sul palco dell'11 dicembre, 3 precise domande (messe sul piatto da Donne per Milano), che riguardano le misure della manovra Monti, e che sono volte a trovare altre risorse per alleviare la mazzata sui più deboli, a partire da pensionati e donne. Chiediamo di farle a nome di tutte noi e di sollecitare PRECISE risposte da parte del Governo:
1. spese militari
riduzione delle spese militari. Se la spesa bellica (decisamente abnorme per decisioni sciagurate dell'ultimo Ministro Larussa) non si tocca, vogliamo SPIEGAZIONI.

2. Ici equa
a Ballarò i Ministri di Monti hanno detto che non è affatto esclusa l'idea di applicare l'Ici ai beni commerciali della Chiesa: chiediamo un impegno trasparente su questo tema.

3. privilegi ai politici
chiediamo trasparenza e retromarcia subito. Chiediamo sia reso pubblico il CALCOLO preciso della cifra annuale che lo Stato risparmierebbe abolendo immediatamente i vitalizi e altri privilegi. Sull'obiezione che non si possa fare un'azione retroattiva, ricordiamo che anche i pensionati (convinti da sempre di andare in pensione a una certa età), a causa di un provvedimento "retroattivo" sui patti precedenti, devono cambiare completamente i propri progetti e prospettive. L'emergenza richiede deroghe che se toccano i pensionati devono toccare anche gli eletti. Inoltre NON pare affatto incostituzionale abolire, da SUBITO, privilegi incostituzionali. Vogliamo risposte.

Sul blog ufficiale Snoq compare un post che si intitola
"Se non ora quando torna in piazza: proposte per un'Italia da (ri)costruire"
Concordiamo con ogni parola, ma queste proposte sono più enunciazioni di principio: noi caldeggiamo che siano integrate con domande precise e circostanziate che sono già, in sè, anche delle proposte.
Grazie! care amiche, se lo vorrete fare, dando voce a un'esigenza che sentiamo in tantissime.

martedì 22 novembre 2011

E se ti diranno "Stai zitta cretina".. tu rispondi: un corno. Siamo Pari! La parola alle donne.

Eventi, dibattiti, incontri in tutta Italia e nel mondo per la ricorrenza del 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
A Milano, nell'ambito della rassegna cinematografica "Siamo pari, la parola alle donne", interamente dedicata al tema della violenza contro le donne, un nutrito programma di proiezioni e dibattiti: al Teatro Litta, dal 24 al 26 novembre 2011.

venerdì 18 novembre 2011

Assemblea aperta, a Milano, di "Se non ora quando"

In vista della mobilitazione indetta per l'11-12-2011, e per presentarsi alle donne di Milano, il comitato milanese di "Se non ora quando" ha indetto un'assemblea cittadina, aperta a tutti: appuntamento il 26 novembre, h. 14, al Teatro Elfo Puccini.
Apprezziamo, anzi speriamo che altre assemblee avranno luogo in altre città: da troppo tempo le donne che sostengono il movimento possono esprimere le loro idee solo sui gruppi su fb, in molte sentivamo fortemente la necessità di incontrarsi anche fisicamente.
Il comunicato stampa dice che "sarà l'occasione, per tutte le donne e per i comitati SNOQ territoriali, di incontrarsi per scambiare esperienze, coordinare idee e iniziative e definire i contenuti dell’agenda delle donne di Milano e della Lombardia".
E anche per esprimere perplessità, se ci sono, e proporre idee, speriamo.


giovedì 17 novembre 2011

Mentre "Se non ora quando" chiama a mobilitarsi l'11-12-2011, una riflessione generale sul movimento delle donne

Il comitato nazionale "Se non ora quando" invita a una nuova grande mobilitazione per l'11 dicembre. Molto bene che le donne tornino ad esprimersi! Ma più in generale in molte stanno anche facendo una riflessione. Fra le domande che ci si pone ci sono anche queste:
• cos'è il Movimento delle donne (e degli uomini che lo sostengono) e come lo vorremmo?
• il movimento "Se non ora, quando?" ha mosso una straordinaria mobilitazione a partire da un valore da cui discendono modalità politiche nuove: dignità per le donne, dignità per il Paese, dignità per tutti i cittadini.
• la potente mobilitazione politica del 13 febbraio, capace di scatenare una grande riflessione su temi trascurati, nasce dunque da un movimento all'origine non strettamente politico, ma di opinione.
• certo sono necessarie le strutture deputate a organizzare, ma prima ancora è importante tenere vivo il movimento degli ideali, di quella partecipazione spontanea che, in un certo senso, nasce dal cuore e porta tutti ad esprimersi e ad agire anche sul piano individuale.
• per questo si sente anche il bisogno di ripartire proprio da enunciazioni di principio: come "cambiare se stessi per cambiare il mondo": di unirsi, esplicitamente, sotto la parola d'ordine della coesione per la dignità e l'etica.
Si tratta di valori che non ci si deve limitare ad esigere. Vanno in primo luogo espressi attivamente, posti a base di un fare eticamente trasversale in quanto ispirato a un vero rinnovamento, anche, della mentalità individuale.
Qualcosa capace di andare davvero OLTRE alla vecchia concezione di partiti, e sindacati (strutture che pure servono): su questi valori si sta aggregando anche un gruppo su fb, molto attivo politicamente nel difficile terreno della città di Napoli. E insomma: crediamo davvero possibile un rinnovamento della politica? e se si, su quali principi? come immaginiamo il contributo a un reale rinnovamento della politica da parte del movimento delle donne?
Lo spunto nasce da questa nota delle Donne ultraviolette.

mercoledì 16 novembre 2011

Care donne vi scrivo: una lettera alle donne dal Comitato Nazionale "Se non ora quando"

Care donne vi scrivo: il Comitato Nazionale "Se non ora quando" scrive una lettera alle donne invitando a una grande mobilitazione per l'11 dicembre 2011. 
Anzi l'invito ce lo canta anche. Qui la lettera:
"Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta. Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango.
Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con “una forza” è ora che facciano i conti. Tutti.
Siamo una forza, per quante siamo e per come siamo. Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana.
Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine. In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro, perché non può tirarsi indietro chi regge questo paese sulle proprie spalle. Le donne non possono mancare per ridare all’Italia la dignità che ha perso, per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa. Perché vogliamo restare in Europa e lavorare per un suo reale governo politico. Ma soprattutto non possono mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini. Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse.
E anche così dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università. Tutto. E che nessuno ci venga a dire che questo non è il momento.
Per anni abbiamo votato una rappresentanza irregolare, composta da una maggioranza schiacciante di uomini. Abbiamo votato in cambio di niente, infatti questo paese non ci somiglia, non ci racconta. Ma adesso basta. Adesso, attenti: una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto, più vero. I partiti indifferenti perderanno il nostro voto. E voi uomini, che ci siete stati amici, che ci avete seguiti nelle piazze del 13 Febbraio, credetelo: la nostra forza è anche la vostra. E’ per un bene comune che stiamo lottando. Un Paese senza la voce delle donne è un paese che va a finir male, verso una società triste e lenta, ingiusta, immobile, volgare e bugiarda. Bisogni e desideri delle donne possono già essere un buon programma di governo. Sappiamo più degli uomini quanto oggi sia difficile vivere, difficile lavorare, mettere al mondo figli, educare, difficile essere giovani, difficile essere vecchi. Le nostre competenze non le abbiamo guadagnate solo sui libri, ma anche dalla faticosa e spesso terribile bellezza della vita delle donne. La nostra storia ci insegna che non serve lamentarsi. Non ci basta più quella specie di società equilibrista e funambola che abbiamo inventato, in completa assenza dello Stato, per poter vivere decentemente e far vivere decentemente. La società civile è più donne che uomini.
E’ ora di cambiare, cittadine". 
Firmato: Comitato promotore nazionale SNOQ

Governo Monti: meglio 3 donne in ruoli chiave, che 6 senza portafoglio

sabato 12 novembre 2011

Governo Monti: TUTTI uomini? Caro Presidente, ti scrivo: senonoraquando?

Surreale gender politics all'italiana, come sempre, nel profilarsi del nuovo Governo di Mario Monti: già gira voce che saranno solo maschi. No, dai, non è possibile; ma meglio mettere le mani un po' avanti.
Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Le donne, protagoniste di un grande moto di risveglio civile e morale della società italiana, si rivolgono a Lei signor Presidente, impegnato come non mai nella difficile opera di salvaguardia della coesione e delle speranze del popolo italiano – perché si faccia interprete della urgente necessità di dare pieno valore alle grandi energie e competenze femminili nella nuova stagione politica che si apre.
Fiduciose della Sua attenzione Le porgiamo i nostri grati saluti
Comitato Promotore Se Non Ora Quando
Roma 12 novembre 2011

domenica 16 ottobre 2011

15 ottobre a Roma: il GIORNO DOPO

La pagina fb di Donne ultraviolette riporta integralmente una nota di una donna che esprime il pensiero di tante, facendo un appello diretto a Se Non Ora Quando e a tutte noi; e dice:  
Donne, facciamo una riflessione non solo sugli obiettivi finali in termini di conquiste femminili, ma sui metodi per arrivarci, e sul contesto generale in cui tali obiettivi devono essere inseriti. Come donne credo non ci interessi ragionare sindacalmente, ma globalmente: perché la nostra mente è globale, e ci rendiamo conto che non si può guarire la condizione dei singoli senza guarire questo mondo malato, sottraendolo a logiche miopi e iniziando a guardarlo come un solo organismo di cui tutti siamo un respiro - e per questo ogni violenza soffoca ciascuno di noi. Ieri alla manifestazione si sono visti anche slogan convinti di "masse" che (proprio come negli anni 70) pretendono la rivoluzione violenta e il "comunismo", cioè alla fine pensano di dare soluzione a problemi complessissimi con il solito metodo di spaccare e pestare i piedi, in vista di altre gabbie non meno pericolose di quella in cui stiamo agonizzando. Dalla padella nella brace? no grazie. Ma tocca a noi cambiare. GLOBAL CHANGE: con la nonviolenza, la comprensione della complessità, la capacità di visione che sa vedere il dettaglio e l'insieme, senza trascurare niente.  
"Vorrei dire 2 parole sul perché questa manifestazione, ai miei occhi, era troppo maschile; e anche sul ruolo che in questo aspetto ha avuto Senonoraquando. Per cominiciare, il punto di vista stesso con cui è nata, è stato troppo maschile. Senonoraquando si è "dissociata", e ha giustamente osservato che la piattaforma non teneva conto per niente del punto di vista femminile. Ma essendosi costituita in comitato, SNOQ (che brutta sigla) ha deciso di rappresentare le donne che quest'anno erano riuscite a riorganizzarsi per presentarsi come soggetto collettivo sulla scena politica. Dunque da allora le donne guardano alle rappresentanti di questo comitato aspettando indicazioni, e toccava a loro trattare con i promotori della manifestazione per integrare la piattaforma; cosa che non hanno fatto. I contenuti che nella piattaforma mancavano potevano comunque essere portati nella piazza attraverso una presenza femminile organizzata, ma SNOQ non ha offerto il suo appoggio e le donne, che pure c'erano, sono rimaste come sempre relegate ai margini, non certo per presenza né per contenuti, ma per visibilità. Ma perché SNOQ ha ritenuto di non aderire? Forse perché presagiva che l'atmosfera sarebbe stata pesante?  Credo che, in questo caso, a maggior ragione avrebbe dovuto imporre se stessa (cioè le donne), e una sfumatura di energia che ieri è finita in minoranza. E comunque: la manifestazione si presentava come "INDIGNATA, APARTITICA, NONVIOLENTA" - e dunque intrinsecamente propositiva, nel suo cuore stesso c'era la SOLA novità che può rinnovare il disastro causato dall'establishment e dalla sola "politica" che conosciamo. Non ci sarà cambiamento se non cambia il nostro modo di ragionare e di affrontare i problemi; se, invece di guardare sempre alla "crescita" come a una sorta di erezione costante - e imprescindibile - dell'economia, non guardiamo a nuovi modelli, a nuovi obiettivi e anche a nuovi MODI per conquistarli. Dunque le vere proposte, oggi, devono venire dall'ANIMA FEMMINILE dell'umanità: non è che gli uomini non abbiano niente da dire, ma anche loro è alla propria componente femminile, duttile e nonviolenta, che devono fare appello. Le donne ieri dovevano esserci: e c'erano.. ma nascoste e soffocate fra le pieghe di una manifestazione troppo al maschile; talmente tradizionale nei modi e negli slogan, che a tratti era perfino vintage, sembrava un documentario degli anni Settanta. 
Senonoraquando, dove sei? Senonoraquando siamo noi: da questa esperienza impariamo e, invece di abbatterci, impegnamoci di nuovo, ancora di più e più che mai".  
Da: Donne ultravioletteE..   

...il giorno dopo, ora che tutti parlano solo delle "violenze"..  e in risposta al cliccatissimo video che il Fatto Quotidiano intitola "15 ottobre 2011, il videoracconto delle violenze", teniamoci caro invece il "videoracconto delle NON-violenze".

mercoledì 12 ottobre 2011

Global change: 15 ottobre delle donne a Roma

Rivoluzionari e maschilisti? no grazie. D-jay e cacciapalle? No grazie tampoco.
Per la MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 15 OTTOBRE, con concentramento alle 14 in piazza della Repubblica, vi segnaliamo l'appuntamento che, sul sito ufficiale del Global Change, trovate QUI - nonché l'evento relativo alla stesso appuntamento, su facebook: si propone a tutte le donne di darsi appuntamento alla Fontana delle Naiadi, per creare un' "ala" femminile del corteo. In altre parole per organizzare una partecipazione delle donne come cittadine, ma anche come soggetto politico. Resta fermo, come sempre, il rispetto delle specificità e differenze di ciascuna. Ma a maggior ragione invitiamo le donne a ritrovarsi e a sfilare insieme, dopo aver visto questo video:

In realtà, LUNGI dall'essere un video "ufficiale" della manifestazione, è solo una GOLIARDATA dello zoo di 105, che forse a corto di idee ha trovato un modo di far parlare di sè (e diamo volentieri una mano anche noi, poverini, in fondo..). 
La cosa curiosa è che la gente se lo BEVA. 
Ma insomma.. vi sembra accettabile che, tra proclami e parolacce, lo speaker arrivi anche (intorno al minuto 2,25) a rivolgersi ai suoi interlocutori dando per scontato che siano SOLO maschi, e che il loro problema sia "dar da mangiare alla propria moglie"..? E sullo sfondo un bambino con la faccia pasticciata di pappa.
Lasciamo perdere, è un fake.
Però...!! certo che... Anche nella realtà, i promotori di tutte le "rivoluzioni" hanno dimostrato nella storia di dimenticare proprio questa cosa: di essere rivoluzionari anche nei riguardi del loro rapporto con le donne.. 
E il fatto che i fautori dei "cambiamenti" tendano a essere molto conservatori nel rapporto fra uomini e donne, ci appare come la principale ragione per cui, a giochi fatti, le rivoluzioni deludono sempre. Perciò siamo d'accordo con le considerazioni di Femminismo a Sud
Alla manifestazione: non rinunciamo ad esserci, né accettiamo derive antistoriche nel cuore stesso del CAMBIAMENTO. Riepilogando:
Appuntamento fra donne in piazza della Repubblica, alla Fontana delle Naiadi, intorno alle 13,30
• Il corteo partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica per dirigersi verso Piazza San Giovanni.
• L'idea è di riunirsi per creare, all'interno del corteo, una sezione tutta di donne, ciascuna con i propri cartelli, striscioni e parole d'ordine, purché non partitici.

Qui 2 pagine fb che organizzano passaggi, treni e pulmann da tutta Italia:
Coordinamento 15 ottobre
Info manifestazione 15 ottobre

Per chi desidera partecipare anche all'assemblea degli indignati, l'appuntamento è un paio di ore prima: dalle h. 12 in P.zza San Giovanni. 

sabato 8 ottobre 2011

Bordello "Palacio Berlusconi" in Argentina: la lettera era giusta, ma ai destinatari SBAGLIATI

Indignato, il sig. Antonio Bruzzese, presidente della Cna (Confederazione naz. degli artigiani), e dell'Associazione Insieme Argentina, ha scritto al sindaco di Rosario (la 2° più grande città argentina) Roberto Lifschitz, e al Console Generale Rosario Miccichè: "Voglio esporre la mia profonda indignazione per l'esistenza nella città di Rosario di un luogo di dubbia moralità, che porta il nome del Primo Ministro del mio paese, Silvio Berlusconi, chiamato “Palazzo Berlusconi”, un bordello destinato a un pubblico di alto livello economico. É molto offensivo che si sia permesso questo utilizzo del nome di una delle massime cariche dello Stato italiano".
Ha ragione, sig. Bruzzese, ma lo sa che se uno si butta dalla finestra non è colpa del marciapiede se si rompe la testa? 
Un consiglio spassionato e sincero: rispedisca la lettera, ma cambi destinatario e la mandi al "nostro" "Presidente del Consiglio" (doppia virgolettatura d'obbligo). La lettera era giusta.. l'indignazione sacrosanta; ma la ricerca delle cause, e i destinatari, completamente cannati.